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Il mio inferno di ghiaccio alle porte di Roma

domenica 5 febbraio 2012 18:32
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E' un disastro, 48 ore senza acqua, senza telefono, senza riscaldamento. Queste poche righe riesco a scriverle mentre vado a cercare i rami abbattuti dalla neve per accendere il camino e per fare la fila davanti ad un autobotte della Protezione Civile per prendere un po' di acqua potabile, per bere e cucinare. Per arrivare a prenderla bisogna fare un chilometro in salita sulla strada gelata, lasciandosi alle spalle il borgo. I mezzi della Protezione civile non hanno le catene per scendere verso il centro storico di Castelnuovo di Porto, dove si deve arrivare percorrendo una strada in discesa, e ora ghiacciata. Gli anziani scivolano, rischiano di spezzarsi un femore. E ci sono tanti anziani che vivono da soli. Proprio mentre scrivo, si aspettata un'autoambulanza per prendere un anziano che probabilmente si e' rotto una gamba.

I tecnici dell' Acea dicono che le squadre stanno lavorando senza sosta per rirportare l'acque nelle case. Ma forse ci vorranno altri due giorni. La prima impresa é la ricerca di cibo, le scorte sono finite. Il supermercato - distante dal centro storico, sulla Flaminia, tra Castelnuovo e Riano, o tra castelnuovo e la Tiberina, due dunque, ma aut a piedi, per chi e solo e anziano, per chi non ha auto con catene,e' stato svuotato ieri. E'andata a ruba pure tutta l'acqua distillata. Da ieri facciamo bollire la neve, per avere un po' d'acqua. Chi non ha un balcone, un terrazzo per raccogliere neve pulita, è un problema. La neve presa in strada è sporca e potrebbe provocare delle infezioni intestinali, anche se usata soltanto per lavare i piatti. Della neve - dice con rabbia la popolazione - si sapeva dal 31 gennaio, ma nessuno ha fatto niente. Il piano neve non esiste, il collegamento con Roma interrotto. Traposti che non funzioneranno neanche domani. Eroicamente il fornaio del paese s'ésbracciato, ha aperto il negozio e ha fatto il pane... Poi anche il fornaio ha dovuto chiudere come altri esercizi commerciali...

Alla gente é stato detto che il sale da spargere in strada per prevenire il ghiaccio non c'é per via dei tagli alla spesa dei Comuni... Anziani e bambini sono senza latte. Si fa la fila per prendere in prestito una pala per ripulire davanti casa, le auto - peraltro inservibili in questa situazione - sepolte dalla neve. Gli immigrati dell'est europeo polacchi e rumeni - tanti da queste parti - sono increduli, indignati, sono gli unici che riescono a resistere in questo caos totale. La vita dura in patria e da immigrato li aiuta. Si chiedono dov'è chi dovrebbe esserci in queste occasioni: lo Stato assente, niente esercito, niente polizia, niente servizi comunali...

Due giorni di blackout dello Stato alle porte di Roma. Da ieri non funziona telefono fisso e cellulare. Ieri, prima di restare isolata, ho sentito mia nonna da Sanpietroburgo. Su Skype, quando le ho raccontato di Castelnuovo, mi ha risposto:"Hai capito come stavamo a Stalingrado nell' inverno del '42?! Ironia della sorte, oggi, nel 2012, alle porte di Roma, 64 anni dopo quello che vissero i miei nell'allora Stalingrado. E non c'è la guerra in corso...

La sera si sta avvicinando, vi saluto, bisogna trovare e raccogliere la legna per strada per accendere il fuoco nel camino. La legna comprata é finita ieri sera, poi sotto le coperte. Il gelo sta calando su Castelnuovo di Porto. Quelle che ho fatto sono le foto di oggi.