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Le armi di al Qaeda a Tripoli - esclusivo

Desk
giovedì 9 febbraio 2012 01:38
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Quello che si mostra nelle fotografie è il materiale che il gruppo qaedista di Abdel Hakim Belahj dà individualmente come armamente personale ad ogni miliziano operativo.

Nelle immagini si vede un cilindro rosso NBL-38 Exepelling change pg-7p, che è la carica di lancio che si mette nel manico dell'armamento dell'Rpg e che fa partire il missile.

Accanto al cilindro c'è l'armamento che si mette sull'Rpg e si spara. Il proiettile cambia se è anticarro o antiuomo. Quello contro le persone ha una carica inferiore.

Queste foto sono state scattate due giorni fa a Tripoli e ritraggono un miliziano di Belahj che mostra con orgoglio il suo armamento personale. Non c'è da meravigliarsi che abbiano accettato di mostrare le loro armi: dal loro punto di vista è una dimostrazione di potenza ed hanno tutto l'interesse a provare ancora di più che la nuova Libia con loro dovrà fare i conti.

Come dimostrano alcuni particolari, tra cui le cui le mani ben curate, le sigarette di marca, blue jeans e scarpe Superga, il miliziano (al pari di molti del gruppo di Belahj) appartiene ad una classe sociale benestante, ha studiato in Europa ed ha una perfetta conoscenza dell'inglese e delle nuove tecnologie. Nulla a che vedere con la figura stereotipata dell'insorto in tunica e ciabatte mostrata piùo meno da tutte le tv nei giorni della rivolta.

Poiché solo a Tripoli di questi Rpg ne girano circa 5.000, fuori dal controllo della Cnt, si può ben comprendere il vero e proprio terrore del presidente del Consiglio Mario Monti, durante la recente visita di Stato, quando ha capito che si trovava in una capitale tutt'altro che pacificata, in preda all'anarchia e sotto il tallone di milizie irregolari e senza legge.