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Culture

Le pagelliadi del festival - prima serata

Bene Emma, Renga e Finardi, bocciati Pupo, la figlia di Zucchero e Arisa. Il solito Morandi e la solita Belen. Celentano da ricovero. [Francesco Troncarelli]

mercoledì 15 febbraio 2012 10:55

di Francesco Troncarelli

Prima serata in ordine di apparizione:

LUCA e PAOLO 7-
I soliti. Caustici e sarcastici. Se la prendono (ancora) con Berlusca, poi con Monti e via discorrendo, come da copione annunciato. Sono bravi, cabarettisti nati, politicamente scorretti ma efficaci. Un solo difetto, la portano troppo alle lunghe per essere gli apripista.

GIANNI MORANDI 6+
Arieccolo. Con la sua conduzione paesana, le manone che non sa dove infilare e l'andamento da uomo delle foreste. Si gratta la testa, ride a ogni piè sospinto, presenta con ardore ma al grande pubblico piace. Non ha fatto tesoro degli errori della scorsa edizione. Per questo funziona.

DOLCENERA 5-
Canta "Ci vediamo a casa" e infatti si presenta con la maglietta infilata dentro la gonna come si fa quando stai spaparanzato e in pantofole sul divano. Pure i capelli in pittoresco disordine non l'aiutano.

SAMUELE BERSANI 6 e mezzo
Gli scarpini che indossa sul frak servono per commentare al meglio il suo brano, "Il pallone". Look alla Clark Kent (occhialoni neri e capello con la scrinatura), è furbescamente ispirato. Piacerà.

ROCCO PAPALEO 6-
Con Sanremo c'azzecca come Di Pietro con la lingua italiana. Capello e baffo tinto come Frassica, sguardo tirodeo come il re dei paparazzi Rino Barillari, debutta sul palco con un cappottone che fa tanto impiegato del catasto anni Cinquanta. Recupera quando fa i suoi numeri da ottimo caratterista del cinema qual è, ma guardandolo all'Ariston viene voglia di dire, aridatece quello sbroccato de Alberto Laurenti.

NOEMI 6+
Una grande voce per la sua "Sono solo parole" ripetuto la bellezza di 22 volte, tanto per sottolineare l'inutilità delle chiacchiere, ma il look che qui conta parecchio è sbagliato. Lei rossa alla Milva, hai risvolti del completo fucsia. Orrendi.

FRANCESCO RENGA 8
Bravo, senza se e senza ma. Voce, presenza, canzone. Ha tutte le carte in regola.

CHIARA CIVELLO 6 e mezzo
Elegante, raffinata, mastica pane e blues. Da come si propone alle telecamere si vede che ha studiato all'estero. Una presenza azzeccata.

IRENE FORNACIARI 3-
Strilla invece di cantare, si esprime in un italiano incomprensibile per far contento l'autore del brano, il comasco Van De Sfroos, e si muove come un'ossessa. Il titolo comunque è perfetto per la sua presenza sul palco: "Grande mistero". Ma la colpa non è sua è del padre, Zucchero che è la quarta volta che la impone. Le daranno la quinta elementare per anzianità.

ADRIANO CELENTANO 4
C'era una volta il ragazzo della via Gluck. Adesso è diventato nonno e come tutti i vecchietti arrivati a na certa, si crede Napoleone, Savonarola, il Nazzareno, il Negus, il vigile di Piazza Venezia e chi più ne ha più ne metta. Quando canta rinsavisce, ma 55 minuti di frescacce sono troppi anche per la beneficenza.

PUPO 3-
Sentirlo parlare convinto di popolo sovrano, referendum e Consulta nel bel mezzo del sermone del Molleggiato è stato uno spettacolo. Tutto da ridere. Altro che Brignano. Altro che Bisio. Altro che Fiorello. Pupo che fa Santoro è 'na comica.

ELISABETTA CANALIS 5--
No sa cantare. Non sa ballare. Non sa recitare. Praticamente inutile. Appunto l'aveva scelta Clooney.

BELEN 7
Fa sfigurare la sua compagna di merende sanremesi. Come l'anno scorso.

EMMA 8 +
In mise verde speranza che la dice lunga sulle sue aspettative, sfodera una grinta incontenibile. L'anno scorso arrivò seconda dietro il brano melassa di Vecchioni, questa volta nonostante il brano melodrammatico che esegue, "Non è l'inferno", dovrebbe farcela. Se lo merita.

MARLENE KUNTZ 6
Sono stati onesti. Hanno detto che sono venuti a Sanremo per farsi conoscere, loro rock band di nicchia. Ora li hanno visti tutti, anche se qualcuno su twitter li ha confusi con Marlene Dietrich.

EUGENIO FINARDI 6 e tre quarti
Come si dice?, quelli che sono incendiari da giovani finiscono pompieri da grandi, o giù di lì. Così lui. Ha cominciato al Parco Lambro con "La musica ribelle" è finito a Sanremo invocando Dio. Comunque molto ispirato.

D'ALESSIO-BERTE' 5+
Lei rocchettar spinta lui neomelodico spento, insieme non sono credibili. Il fatto che il brano lui l'abbia cucito su lei pensando a Tina Turner poi, non li aiuta ma li condanna. Trash sanremese ai massimi livelli, ma il grande pubblico dirà di sì.

NINA ZILLI 6
E' accreditata come la nuova Mina, ma troppe bolle blu deve ancora soffiare. Il brano è buono ma lei gigioneggia con il birignao come la Wandissima. Meglio cantare tout court.

CARONE-DALLA 6-
Il vecchio nostromo con parrucchino nuovo di zecca per l'occasione, che addestra il giovane marinaio. Dice che era un bell'uomo e veniva, veniva dal mare riproposto ai giorni nostri con le escort nei porti. Smielati entrambi.

ARISA 5--
Trasformandosi in cantante normale, diciamo alla Cinquetti vecchia maniera, ha perso la sua caratteristica principale, quella di essere un cartoon vivente. Funzionava insomma più come imbranata.

MATIA BAZAR 7
Sono come la Benemerita, nei secoli fedeli. E con loro sai sempre quello che ti possono offrire, pop sanremese che canteranno tutti. Da rivedere il vestito da Biancaneve di Silvia Mezzanotte, troppo in anticipo su carnevale.

Commenti
  • Tiziana C. 15/02/2012 alle 11:56:46 rispondi
    le mie perle di ieri sera
    La parrucca di Noemi la vendono dai cinesi che hanno quella di Dolcenera. Per 15 € si prendono entrambe.
    Il testo della canzone della figlia di Zucchero sembra una poesia di Flavia Vento.
    Loredana mascherata da Morticia sovrappeso. Ed è già martedì grasso con una settimana d'anticipo.
    Arisa. Ecco, per me ha vinto lei. Nazionalpop alla riscossa!
    Concludo con un interrogativo (che farà arrabbiare Troncarelli): i Matia Bazar se non ci fossero Sanremo e le sagre di paese che farebbero?
    Poi: di Celentano è più credibile il predicatore Giuseppe Giralico (Veroli). Chi non lo conosce o non lo ricorda, cerchi su IùTùB....