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Culture

Aspettando Adriano

Verso la finale, tra gaffes e pasta e ceci. E' un festival un po' Festa de' noantri, un po' festa dell'Unità d'antan, con molte parolacce e qualche numero. [Francesco Troncarelli]

sabato 18 febbraio 2012 01:09

Morandi. Papaleo. Ivana. O come la chiama la nonna, Ivanka. Il primo che fa gaffe a ripetizione su tutto e tutti, gay, serbi, croati, nomi dei cantanti, meccanismi del televoto, autori. Il secondo che cresce serata dopo serata, ovviamente con i suoi limiti e nel suo stile coast to coast da provinciale vero, che ha nell'universo femminile la meta agognata. Tutto il resto è noia. Figurarsi Sanremo. La terza che ride, ride e ancora ride. E non fa niente altro. Neanche una farfalla da mostrare.

E' un Sanremo alla casareccia insomma, un po' trasteverina Festa de' noantri, un po' festa dell'Unità d'antan, con tanta passione, molte parolacce, qualche numero (bravo Alessandro Siani, bravissimo Al Jarreau, inramontabile Patty Smith, immenso Brian May dei mitici Queen), senza però gli spaghetti aio e oio, pasta be ceci e la bruschetta. Forse per questo hanno chiamato la Ferilli, paesana vera riciclatasi nell'urbe.

E le canzoni certo, ci sono anche le canzoni. Brani che nel brodo allungato delle chiacchiere di Morandi e nel ballo della foca del buon Rocco, rischiano di perdersi. Ed è un peccato, perchè nella mischia nazionalpopoalre scodellata sull'Ariston, le emozioni arrivano quando Eugenio Finardi parte col suo "E tu lo chiami Dio", quando la rossa Noemi intona "Sono solo parole" o quando Renga lancia sontuosamente "La tua bellezza".

Per fare il botto di nuovo però si attende il ritorno del Molleggiato. Tutti si chiedono, che dirà? Che farà? Con chi se la prenderà? Chissa chi lo sa avrebbe risposto Febo Conti, uno che la televisione la sapeva fare e soprattutto era un conduttore perfetto. Proprio come Gianni, che inganna l'attesa spasmodica per Padre Adriano, lanciandosi in un goffissimo valzer in eurovisione con Federica Pellegrini, che sarà pure una campionessa mondiale di nuoto, ma è pure alta 'na quaresima e c'ha du spalle che pare la controfigura di Maciste e lo sovrasta. Scene felliniane insomma.

Ma tant'è, perchè lo spettacolo deve continuare nel bene e nel male verso la finale, quando dopo esclusioni clamrose come quella dei Matia Bazar, si saprà se Emma della scuola di Maria De Filippi avrà vinto o toccherà a un outsider. Quando Morandi ne avrà combinate di cotte e di crude, Papaleo avrà finalmente rimorchiata qualcuna, Ivana o Ivanka come la chiama la nonna si sarà fatta una risata e soprattutto Celentano ne avrà sparate così tante che dovremmo leccarci le ferite per giorni. Perchè Sanremo è Sanremo. Altrimenti sarebbe Santa Calla.

Commenti
  • Marcello 18/02/2012 alle 01:41:24 rispondi
    Considerazioni Festival Sanremo 2012
    Un Festival molto scarso di buona musica.
    Buoni i testi su quasi tutte le canzoni ma, purtroppo
    i compositori delle musiche in questi ultimi 10 anni hanno ben poco da esprimere.
    Contesto in modo particolare gli arrangiatoti, perchè un buon
    arrangiatore può e sa far diventare interessante anche una canzone che contiene 4 accordi.
    Tra tutte le canzoni in esibizione, trovo interessanti:
    Eugenio Finardi, buoni i testi, e la musica molto interesante
    e particolare.
    Irene Fornaciari: Testi ebriosi e validi, la musica molto ma
    molto orecchiabile e gradevole da ascoltare. N.B. Se la canzone di Irene l'avesse cantata Zucchero, sarebbe stato un successone. Comunque sarà sicuramente molto gettonata.
  • Eurialo 18/02/2012 alle 09:33:16 rispondi
    troppi refusi inficiano la bontà del testo
    C'era una volta il correttore di bozze.
    Il correttore di bozze rilegge le bozze di un testo destinato alla stampa. in modo da trovare e correggere eventuali errori. (in inglese proofreading).
    Da non confondersi con l' "editing" (cura editoriale), che riguarda non solo la ricerca di errori tipografici ma anche la correzione di errori di grammatica e interventi sullo stile del testo.
    Purtroppo oggi andiamo così di corsa che non abbiamo più tempo por rileggere quello che scriviamo.

    Troppi refusi:
    Patti Smith (Patricia Lee Smith) e non Patty.
    Festa dell'Unità d'antan. "il senso lor m'è duro", ho spulciato nella memoria ma non ho ritrovato nessuna manifestazione così etichettata. Forse intendevi "Festa de l'Unità d'annata", de in luogo di dell' ma con doveroso apostrofo in "d'annata" per scongiurare conseguenti insurrezioni di comunisti ed ex.
    Aio e oio, meglio "Ajo e ojo"
    Pasta be ceci?
    E poi mi fermo perché capisco che hai scritto l'articolo alle 01:29 dopo l'indigestione televisiva. Perdonami la citazione latina che non vuole essere uno sfoggio culturale, ma che qui ci sta tutta "verba volant scripta manent"
    Sui contenuti non discuto, sono opinioni che il lettore può condividere o no, apprendere o rifiutare. Nel caso mio: "BUONA LA PRIMA"
    Con simpatia.
  • Piero Montanari 18/02/2012 alle 10:35:45 rispondi
    Oui, je suis Catherine Deneuve!
    Caro Eurialo, prendo volentieri le difese del collega Troncarelli anche se non me l'ha chiesto ma, d'altra parte e come tu ben dici, scrivere un pezzo dopo essersi "sciroppati" quattro ore di festival è da medaglia al valor militare sul campo.
    Sui refusi hai ragione e per un purista della lingua come te (conosco l'uomo) anche una virgola sbagliata è un insulto. Poi so che su "ajo e ojo" sei particolarmente preparato.
    Ma l'errore, se così si può chiamare, è la tua bacchettata su d'antan. Una festa dell'Unità d'antan è un modo di dire, usando "antan" che in francese vuol dire "d'altri tempi, di un'epoca passata, trascorsa, un po' delabrè e un po' demodè".
    Usano questo termine (anch'io lo faccio spesso scrivendo) i giornalisti che si peccano di conoscere le lingue, ma anche chi ama discettare con termini raffinati e ormai d'uso comune.
    Quindi leggi: una festa dell'Unità come se ne facevano una volta, tortellini e polenta.
    Grazie di leggerci, caro Eurialo, e non farci macare mai le tue critiche!
  • Eurialo 18/02/2012 alle 11:09:40 rispondi
    TOUCHE'
  • Celeste Cielo 18/02/2012 alle 11:27:22 rispondi
    The show must go
    Buongiorno,
    condivido in pieno l'Articolo di Francesco.
    Non mi è sembrato un Festival degno di Sanremo e di quello che dovrebbe rappresentare.
    Decisamente onore e grazie ai grandi Ospiti:Brian May, Patty Smith e Josè Feliciano che lo hanno "acceso", evviva la simpatia di A.Siani ma, abbasso Celentano che anzichè rivestire il suo vero ruolo , esce completamente dal seminato.
    Poche le canzoni che mi hanno emozionato : Eugenio Finardi, i Matia Bazar, che nonostante la loro ingiusta esclusione,sicuramente riscuoteranno il meritato successo ....
    Mah... mi sto domandando se veramente la canzone ha fatto il suo tempo, oppure se, non si trovano più le giuste emozioni, ispirazioni o sensazioni da rielaborare in poesia e quindi si costruisce tutto con la ragione e la strategia.
    Comunque vada come vada .... the show must go !
    Grazie, un saluto.
  • Piero Montanari 18/02/2012 alle 12:02:17 rispondi
    Per Celeste
    The show must go off!
  • Francesco Troncarelli 18/02/2012 alle 12:58:14 rispondi
    grazie Piero per la difesa d'ufficio molto più pregna e ficcante di quella dell'avvocato di Nando Moriconi-Alberto Sordi nel mitico Un giorno in pretura...per ajo e ojo è il correttore del pc il colpevole, per il d'antan confermo che è "cosa nostra" di noi umili cronisti...confermo poi che cinque ore di questo festival sono una mazzata peggiore della famigerata Corazzata Potmekim di Fantozzi....grazie comunque a tutti per la collaborazione e pazienza con cui mi avete seguito