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Ucraina: la strage dei randagi e il boicottaggio di Euro 2012

Il forno crematorio di Lysychansk per eliminare i cani prima degli europei di calcio scatena l'indignazione degli animalisti, che vogliono boicottare l'evento.

redazione
sabato 25 febbraio 2012 11:56

di Valerio Refat

Che quella di far disputare in Ucraina i Campionati europei di calcio fosse una scelta discutibile era noto fin dal momento dell'assegnazione, caldeggiata da Michel Platini in persona, pronto a sdebitarsi con i Paesi dell'Europa dell'Est per i voti che, il 26 gennaio 2007, l'hanno portato a sedersi sulla poltrona di presidente Uefa al posto dello svedese Lennart Johansson.

Mentre gli appalti per le opere collegate a Euro 2012 hanno raggiunto la cifra monstre di 18 miliardi di euro, in un'economia che nonostante un Pil in crescita del 5,2 per cento rimane fragile, soltanto tre delle otto nazionali chiamate a disputare la prima fase del torneo in Ucraina alloggeranno nel Paese. Squadre di primo piano come Germania e Inghilterra hanno preferito soggiornare in Polonia, l'altra nazione ospitante, motivando la scelta come conseguenza delle infrastrutture non all'altezza della manifestazione.

Ma se gli stadi completati sul filo del rasoio e a costi raddoppiati non rappresentano un'esclusiva ucraina, quello che rischia di macchiare in maniera indelebile l'evento sportivo dell'anno è la mattanza di cani e gatti che dal 2010 insanguina tutte le località del Paese. Gli animalisti hanno puntato il dito contro Martin Kallen, direttore organizzativo della Uefa che, chiedendo al governo ucraino di ripulire le strade dai randagi in vista dell'europeo, avrebbe fornito alle autorità un assist formidabile per giustificare il massacro. Secondo le associazioni di tutela dei diritti degli animali il numero dei cani soppressi nel solo 2011 avrebbe superato le 20.000 unità. Incoraggiati da una campagna mediatica che si è concentrata sulla pericolosità dei branchi di randagi e sulle malattie che essi potrebbero trasmettere all'uomo, gruppi di cittadini hanno messo in pratica lo sterminio con ogni mezzo: dalle fucilate alle bastonate, dalle trappole al veleno.

Ma la palma d'oro dell'orrore se la aggiudica la città di Lysychansk, nel sud-est del Paese, dove è stato messo a punto un forno crematorio mobile in cui gettare gli animali uccisi o agonizzanti. Il video del rudimentale catafalco all'opera, tra i più visti di youtube, sta ingrossando le fila di quanti chiedono di boicottare l'evento attraverso campagne e petizioni su internet. Le pagine facebook nate per il boicottaggio di Euro 2012 hanno già superato le 5.000 adesioni, mentre ventidue europarlamentari, appartenenti a tutti gli schieramenti, hanno inviato una lettera alle autorità ucraine chiedendo di porre fine al massacro. Analoga posizione è stata espressa dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e dal suo predecessore Franco Frattini.

Accortasi in ritardo dell'effetto boomerang, la Uefa sostiene di aver stanziato quattro milioni di dollari per promuovere la sterilizzazione degli animali e la costruzione di nuovi canili, ma alle associazioni di volontariato che operano sul territorio non è ancora giunto alcun finanziamento.

Con una corruzione inarrestabile, con la leader dell'opposizione Yulia Tymoshenko rinchiusa in carcere, con la Russia che continua a fare la voce grossa sui presunti furti del gas destinato al mercato europeo e con la popolarità dei politici praticamente azzerata, a poco più di tre mesi dal calcio d'inizio di Euro 2012, l'Ucraina si presenta in mondovisione mostrando la sua faccia più crudele.

Intanto il direttore dell'Intelligence nazionale Usa, James Clapper, nel corso di un'audizione al Senato, ha dichiarato senza mezzi termini che il presidente Victor Yanukovich sta trasformando il Paese in un regime autoritario. Secondo Clapper, quel che resta delle istituzioni democratiche verrà smantellato dalla riforma elettorale che il governo sta mettendo in cantiere in vista delle elezioni politiche di fine ottobre.