Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Le ultime 10:

 
Nel braccio di ferro tra la Troika e la Grecia qual è la vostra posizione?
  • A favore della Troika in difesa dell'unità europea
    4,7%
  • I debiti vanno pagati, la Grecia paghi
    12,6%
  • Ha ragione Tsipras che ha chiamato i greci a decidere sul loro futuro
    45%
  • L'unica soluzione è l'annullamento del debito
    11,4%
  • Questo scontro tra potere finanziario e popolo sarà l'inizio di una rivoluzione
    22,4%
  • Non ho un'idea precisa sul tema
    3,5%

Assicurazione auto e moto Quixa

Un consulente personale tutto per te e la convenienza di un'assicurazione auto e moto a un prezzo eccezionale. Scopri Quixa

Più lette
 
Connetti
Utente:

Password:



Media

Google+, la pagina di Obama invasa da post cinesi

Una falla nel sistema di censura. E centinaia di utenti si riversano sulla pagina del Presidente Usa per parlare di libertà, dissidenti. Ma anche per scherzare.

Desk1
domenica 26 febbraio 2012 11:37

Centinaia di cinesi hanno "invaso" la pagina di Obama sulla piattaforma Google+, approfiddando, sembra, di una falla nel sistema di censura imposto dallo Stato, rispetto ai diritti umani e alle "green card". Google+ è infatti irragiungibile dalla Cina sin dal suo lancio, un anno fa, a causa del sistema di censura soprannominato "la grande Muraglia della Cina". Inoltre ricordiamoci che un paio di anni fa, alla fine di marzo 2010, Google abbandonò la Cina proprio per motivi di censura e di intromissini nel sistema (tranne ritornarvi all'inizio di quest'anno per questioni di ecommerce!).
Comunque dal 20 febbraio Google+ è diventato accessibile. Tra il 24 e il 25 febbraio - riporta Bbc online - "tra la costernazione dei lettori americani, ogni topic sulla pagina della campagna elettorale 2012 del presidente Obama, sono comparsi centinaia di post provenienti dalla Cina.

Alcuni commenti sono scherzosi ("Obama aderisci al Partito comunista cinese. Ti daremo un grande fiore rosso, che potrai metterti sul petto, e una tessera completamente gratuita per il primo anno); altri sottolineano l'intenzione di mettere in piedi una campagna stile Occupy in occidente. C'è chi reclama diritti civili, chi fa appello per la libertà dell'attivista Chen Guangcheng, agli arresti domiciliari o per il premio Nobel per la Pace, Liu Xiaobo, ancora in prigione. Altri chiedono spiegazioni sul caso di Wang Lijun, il poliziotto coinvolto in un intrigato caso nel sud ovest della Cina, rimasto per un intero giorno nel consolato americano per motivi sconosciuti. Molti semplicemente vorrebbero la libertà di parlare.

Washington non ha rilasciato commenti su questa "invasione". In realtà la provenienza esatta della marea di post non è verificabile, anche se sembra arrivare proprio dalla Cina, sia per i caratteri cinesi semplificati sia per le espressioni usate, simili a quelle che si possono leggere nei micorblog nazionali. È anche difficile individuare la falla nella "muraglia" cinese. In un primo momento Google+ era diventato accessibile dai cellulari, ma non dai computer fissi. Poi si è allargata ed è diventata accessibile per molti. Ma non per tutti.