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Imprenditori si uccidono. Ma Lusi mangiava

Un suicidio dopo che la banca aveva rifiutato un prestito di mille euro. Poi si scopre che l'ex Margherita spendeva 180 euro per spaghetti al caviale. [Onofrio Dispenza]

domenica 11 marzo 2012 00:49

Centottanta euro per un piatto di spaghetti al caviale. Ora, ancor prima di essere truffaldino e ladro, uno che paga quasi 200 euro un ( vomitevole ) piatto di spaghetti al caviale, io lo ritengo un cretino. Cretino patentato lui e pessimo il ristorante che lo propone, seppure gode di gran fama e aspetta gli allocchi all'ombra del Pantheon, a Roma.
Mentre leggevo l'incredibile lista delle spese "sostenute" dall'ex tesoriere dell'ex Margherita, Lusi, coi soldi pubblici ( nostri ) dati all'ex Margherita, in questa domenica freddina di marzo, in attesa di vedere in Tv Palermo-Roma, leggo il Corriere Veneto e non posso non accostare gli spaghetti di Lusi a quel che ci racconta on line il Corriere Veneto.
Si é ucciso un altro artigiano, inseguito da debiti mentre non riusciva ad incassare i crediti collezionati con il suo lavoro. L'artigiano si chiamava Ivano, ed era di Novanta di Piave. Il mondo del lavoro e dell'impresa in Veneto ormai somiglia tanto a un cimitero, sono decine e decine i piccoli imprenditori e gli artigiani che l'hanno fatta finita per i contraccolpi della crisi. Una strage che si consuma in un sostanziale silenzio dei grandi media.
Confartigianato lancia - come si dice in questi casi - un accorato allarme, chiede che chi tarda a pagare il lavoro di imprese e artigiani venga inserito in una black list, come fanno le banche con chi non é puntuale a pagare i debiti. Le aziende insolventi e i committenti che si dileguano, in una lista nera, per evitare loro di continuare a fare i furbi sulla pelle degli altri.
Il suicidio di Ivano, in Veneto, viene all'indomani di quello di Taranto. Suicidio, questo, che finalmente ha fatto scoprire l'acqua calda: il ruolo e le responsabilità delle banche. In questo caso, la responsabilità della banca alla quale l'uomo di era rivolto, per mille euro, solo per mille euro! C'é una inchiesta aperta dalla magistratura, per istigazione al suicidio. Finalmente é stato detto: é istigazione al suicidio. Alla fine nessuno pagherà, ma, per Dio, vengano dette le parole giuste.

Commenti
  • Giancarlo Governi 10/03/2012 alle 22:50:17 rispondi
    Sono d'accordo, però bisognerebbe fare anche una black lista delle banche, che, dopo essere state salvate dai nostri soldi,rifiutano prestiti miserrimi di 1000 euro a un povero artigiano in difficoltà.
    Se fossi un cliente di quella banca porterei via tutti i miei soldi e mi metterei davanti alla porta a incitare i clienti a fare altrettanto.
  • Onofrio D. 10/03/2012 alle 23:37:52 rispondi
    Pure Gaetano
    TORNO. Gaetano é arrivato nell'area verde della Colletta, nel cuore della città, in bici. Si é messo dietro un cespuglio e si é dato fuoco con il liquido infiammabile che si era portato appresso. Lo hanno visto quando era già divorato dal fuoco, non hanno potuto fare altro che chiamare inutili soccorsi. Il corpo carbonizzato di Gaetano é stato riconosciuto dai tre figli. Gaetano era un muratore, lasciato a casa, senza lavoro, dall'impresa nella quale aveva lavorato. Era disperato e depresso, non sapeva come campare e come sostenere la famiglia. Per questo si é ucciso Gaetano. Operai, artigiani e imprenditori, il mondo del lavoro che si spegne.
    Torino come Taranto, come il Veneto funestato dai suicidi di chi é strozzato dalla crisi e dalle storture del sistema economico e bancario.