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Intelligence

L'Africa, nuovo eldorado di al-Qaeda

Nel nord Nigeria, al-Qaeda e i Boko Haram hanno a disposizione armi provenienti dagli arsenali libici. Possono allearsi con sultani e potenti locali. [Francesca Marretta]

Desk
domenica 11 marzo 2012 10:14

da Londra
Francesca Marretta
francesca.marretta@globalist.it

Gli ultimi attimi di vita di Franco Lamolinara e Chris McManus sono stati raccontati dalla 31enne Auwa, moglie del guardiano della casa di Sokoto, teatro del blitz fallito di giovedì, ordinato da Londra. Dopo i primi spari provenienti dall'esterno del compound, ultimo covo di un sequestro durato un anno, i due ingegneri sono stati trascinati nell'area in cui dormivano Auwa e il marito, ucciso nel conflitto a fuoco, spinti nel bagno e freddati. La pioggia di fuoco ingaggiata tra rapitori e le forze d'assalto britanniche appoggiate da quelle locali, iniziata alla luce del giorno, sarebbe durata fino a sera inoltrata.

Circondati e senza scampo, i rapitori hanno condannato a morte Lamolinara e McManus, è emerso dai primi interrogatori dei cinque arrestati, che hanno confessato l'omicidio nella sede della polizia segreta ad Abuja.

In queste ore si è anche appreso che dello sventato rapimento di un altro italiano ad Asaba nel Delta del Niger, nella stessa giornata dell'uccisione di Lamolinara e del suo collega. La storia però è diversa. Non si può paragonare quello che accade nell'area petrolifera a sud della Nigeria con le dinamiche che si sviluppano nel nord islamico. La Nigeria, gigante dai piedi d'argilla, è uno sterminato Stato federale che conta 160 milioni di abitanti, attraversato da conflitti per le risorse che si ripercuotono e spesso sfruttano ataviche questioni etnico-religiose.

Quello che il blitz fallito mette in evidenza è la conclamata attività di al-Qaeda e dei gruppi a essa legati, in Africa. Durante la conferenza di Londra sulla Somalia è stato del resto ammesso che su questo fronte si è agito troppo tardi.

A meno di smentite, responsabile per la morte dei due occidentali è un gruppo noto come "al-Qaeda in the land beyond Sahel" (al-Qaeda della terra oltre il Sahel"). Si tratta di una fazione formatasi dai locali Boko Haram, noti anche come Talebani d'Africa. Il Presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha subito attribuito la responsabilità per i fatti di sangue di Sokoto ai Boko Haram, che hanno però smentito il loro coinvolgimento, pur essendo particolarmente attivi nella zona. Se il nascondiglio dove avrebbero trovato la morte gli ostaggi è stato individuato è stato grazie all'arresto di un leader di tale setta islamica, a conoscenza di ciò che avviene nella propria area di influenza. Se obiettivo primario dei Boko Haram è ottenere uno Stato islamico nel nord della Nigeria, il che rende il governo di Abuja il nemico principale. L'annunciata alleanza con al-Qaeda è strategica anche a questo scopo. Per l'organizzazione fondata da Bin Laden la collaborazione con gruppi come Boko Haram e al Shebaab, in luoghi in cui il governo è assente, è garanzia di successo e impunità.

Al-Qaeda in the land beyond Sahel potrebbe aver mutuato da Aqim (al Qaeda in Islamic Maghreb, al Qaeda nel Maghreb islamico), la strategia dei rapimenti di occidentali. Altra ipotesi è anche che la stessa Aqim abbia mosso le fila del rapimento degli occidentali nel nord nigeriano. Nel nord della Nigeria, al-Qaeda, come i Boko Haram, che hanno oggi a disposizione armi provenienti dagli arsenali libici, potrebbero siglare patti di non belligeranza con sultani e potenti locali. Con questi ultimi hanno qualcosa in comune: non tollerano l'elezione di un cristiano del sud come presidente. Sentendosi fuori dalla stanza dei bottoni, i leader del nord non appoggiano, né appoggeranno l'esercito di Abuja, che fallisce, lo abbiamo visto, anche quando fa da spalla agli 007 inviati da Londra.