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Le donne libanesi non si fermano più

Il movimento torna in piazza, chiede diritti individuali, tutela dalla violenza domestica, quote rosa. E convoca una marcia nazionale.

Desk
domenica 11 marzo 2012 12:36

di Kiwan Kiwan

Un tassista sporge la testa dal finestrino e chiede ad un collega: " come mai tutte queste donne per strada?!" Quello risponde: " manifestano. protestano contro la violenza, dicono che..." il primo tassista non gli lascia concludere la frase e strilla: "che le picchiassero tutte così si riapre la strada!" Non è una barzelletta, è quanto è andato in onda a Beirut durante la manifestazione di 26 associazioni per ottenere parità e piena cittadinanza per le donne. Muna Marmal ha dichiarato: "Le condizioni della delle donne in Libano sono davvero pessime, è il momento di porre il problema della nostra piena cittadinanza, della reale parità. E' il momento di partecipare alla gestione dello Stato e della società. E' il momento di introdurre il sistema della quota per le donne in qualsiasi legge elettorale. E' il momento di rivendicare i diritti civili della persona a prescindere dall'appartenenza religiosa."
Per questo, ha detto, è stata convocata una marcia nazionale per domenica 25 marzo.
A margine del sit-in,un'altra attivista, Faten Abu Shakra, in qualità di rappresentante dell'associazione Kafa (basta) violenza e discriminazione,ha aggiunto che " lo status delle donne è peggiorato nel Paese, altro che passi avanti. "Il Parlamento non ha intenzione di creare uno Stato civile, "Il Parlamento non può più legittimare la violenza e lo stupro coniugale, ma deve trovare un meccanismo per proteggere le donne. Tutto sommato siamo il 53% del corpo elettorale." Le libanesi non hanno dimenticato le condizioni di vita delle palestinesi che vivono in Libano e hanno posto anche il problema della loro tutela.