Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Le ultime 10:

 
Qual è il senso profondo della Festa della Liberazione?
  • Festeggiare la liberazione dal giogo nazifascista
    6,7%
  • Mantenere viva la memoria antifascista
    10%
  • Serve a ricordarci che la libertà va conquistata giorno dopo giorno
    16%
  • Si tratta di una festa che perde senso nel tempo
    6%
  • Non ha alcun senso, è una festa che divide gli italiani
    7,3%
  • Ci ricorda che dobbiamo sempre lottare contro chi ci priva di diritti e libertà
    54%

Colorazione e prodotti per la cura della pelle

Prenditi cura della tua pelle e dei tuoi capelli. Scopri la gamma di prodotti Garnier, per il tuo viso, il corpo, lo styling.

Assicurazione auto e moto Quixa

La convenienza di una assicurazione auto e moto a un prezzo eccezionale e la sicurezza del Gruppo Axa. Scopri Quixa

 
Connetti
Utente:

Password:



World

Quando mille euro al mese diventano un miraggio

In Spagna li chiamano "nimileuristas". Sono i giovani che a fatica arrivano a 800. La grande crisi ha tolto ogni speranza e uno su due è senza lavoro.

redazione
domenica 11 marzo 2012 18:51

C'era una volta la generazione mille euro. Almeno fino a poco tempo fa si guadagnavano. Adesso nemmeno quelli. La grande crisi ha cancellato anche quelle poche certezze dei giovani precari abbassando l'asticella salariale fino a 800-850 euro. E' quanto succede in Spagna. A Madrid li chiamano "nimileuristas", quelli che i fatidici 1000 euro non li vedono proprio. In un lungo servizio El Pais descrive il nuovo allarmante fenomeno sociale nella Spagna dello "sboom" economico. Laureati e plurispecializzati non trovano collocazione e spesso devono accontentarsi di lavoretti per andare avanti.

Nel 2005, quando a Madrid l'economia volava e si brindava all'imminente entrata nel G8, i mileuristas" diventavano il simbolo del precariato e di una crescita dai contorni incerti: ragazzi preparati che non riuscivano a risparmiare un centesimo a fine mese, che non avevano casa né macchina, che vivevano alla giornata aspettando il prossimo rinnovo contrattuale. Icona del "milleurismo" è Carolina Alguacil che nel 2005 aveva 27 anni e combatteva per i diritti dei precari. A distanza di sette anni racconta a El Pais: "prima volevamo qualcosa di meglio, adesso l'aspirazione è arrivare a guadagnare 1000 euro. Nessuno si sarebbe immaginato che le cose potessero andare di male in peggio".

E anche le statistiche parlano chiaro: secondo i dati Eurostat, a gennaio un giovane spagnolo su due è disoccupato, quando la media europea è del 22,4%. "Alto tasso di precarietà, salari ai minimi, disoccupazione record, non c'è un solo indicatore che possa far credere che le cose migliorino" spiega il sociologo Esteban Sánchez. Così sono tantissimi i non più giovanissimi che devono accontentarsi di lavoro nero, contratti interinali di poche settimane, stage sottopagati con la speranza - quando va bene- di portare a casa 800 euro al mese. Naturalmente in queste condizioni il 55% di chi ha meno di 34 anni vive, o è tornato a farlo, con i genitori.