Le ultime 10:

 
Meglio la piazza della Cgil o la Leopolda?
  • Tra la parte più debole della società e il potere sempre meglio schierarsi con i più deboli
    39,5%
  • I sindacati sono un rottame della storia, meglio la Leopolda
    7,7%
  • Meglio la modernità della Leopolda, con Renzi e Davide Serra
    4,1%
  • Con i lavoratori e la Cgil, sempre
    17,3%
  • Con il premier Renzi, ovunque vada
    3,6%
  • Meglio la Leopolda, ma depurata dai discorsi di Serra
    6,4%
  • Partita impari: la Leopolda ha dalla sua il sistema mediatico, la Cgil ce l'ha contro
    21,4%

Assicurazione auto e moto Quixa

Un consulente personale tutto per te e la convenienza di un'assicurazione auto e moto a un prezzo eccezionale. Scopri Quixa

Più lette
 
Connetti
Utente:

Password:



World

Quando mille euro al mese diventano un miraggio

In Spagna li chiamano "nimileuristas". Sono i giovani che a fatica arrivano a 800. La grande crisi ha tolto ogni speranza e uno su due è senza lavoro.

redazione
domenica 11 marzo 2012 18:51

C'era una volta la generazione mille euro. Almeno fino a poco tempo fa si guadagnavano. Adesso nemmeno quelli. La grande crisi ha cancellato anche quelle poche certezze dei giovani precari abbassando l'asticella salariale fino a 800-850 euro. E' quanto succede in Spagna. A Madrid li chiamano "nimileuristas", quelli che i fatidici 1000 euro non li vedono proprio. In un lungo servizio El Pais descrive il nuovo allarmante fenomeno sociale nella Spagna dello "sboom" economico. Laureati e plurispecializzati non trovano collocazione e spesso devono accontentarsi di lavoretti per andare avanti.

Nel 2005, quando a Madrid l'economia volava e si brindava all'imminente entrata nel G8, i mileuristas" diventavano il simbolo del precariato e di una crescita dai contorni incerti: ragazzi preparati che non riuscivano a risparmiare un centesimo a fine mese, che non avevano casa né macchina, che vivevano alla giornata aspettando il prossimo rinnovo contrattuale. Icona del "milleurismo" è Carolina Alguacil che nel 2005 aveva 27 anni e combatteva per i diritti dei precari. A distanza di sette anni racconta a El Pais: "prima volevamo qualcosa di meglio, adesso l'aspirazione è arrivare a guadagnare 1000 euro. Nessuno si sarebbe immaginato che le cose potessero andare di male in peggio".

E anche le statistiche parlano chiaro: secondo i dati Eurostat, a gennaio un giovane spagnolo su due è disoccupato, quando la media europea è del 22,4%. "Alto tasso di precarietà, salari ai minimi, disoccupazione record, non c'è un solo indicatore che possa far credere che le cose migliorino" spiega il sociologo Esteban Sánchez. Così sono tantissimi i non più giovanissimi che devono accontentarsi di lavoro nero, contratti interinali di poche settimane, stage sottopagati con la speranza - quando va bene- di portare a casa 800 euro al mese. Naturalmente in queste condizioni il 55% di chi ha meno di 34 anni vive, o è tornato a farlo, con i genitori.