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Culture

Una settimana in Italia tra lacrime e assurdità

La morte di Dalla e gli avvoltoi, Einaudi e il vuoto della musica, Scalfari e i No Tav, l'8 marzo e il mondo rosa. Note a margine dopo sette giorni deliranti. [Stefano Torossi]

domenica 11 marzo 2012 18:54

Ludovico Einaudi al Parco della Musica di Roma
Ludovico Einaudi al Parco della Musica di Roma

di Stefano Torossi
12 marzo 2012

Una settimana piena di sensazioni. Eccole:

Dispiacere. Quanti, ma quanti hanno approfittato per parlare di sé sfruttando l'ombra di Lucio. Ciao Lucio, ci manchi. Grazie Lucio, guardaci da lassù; e poi quaggiù, io, io, io... tanto chi li smentisce ormai? Talmente incontrollabile e infantile è questo narcisismo, ma nello stesso tempo probabilmente inconsapevole, che loro si offenderebbero al solo sospetto: "Io? Sfruttare l'emozione per la morte di Lucio? Ma figuriamoci!"

Soddisfazione. Il giorno della donna è passato. Ci è sembrato di ascoltare e leggere meno degli anni scorsi quello stupido aggettivo, "rosa" che sempre accompagna qualunque riferimento al femminile. Quote rosa, festa in rosa, aperitivo rosa, otto marzo in rosa. Ma anche in India dove le ragazze sono un po' più scure si userà la stessa sfumatura?

Ironia dei titoli. Il concerto di Ludovico Einaudi al Parco della Musica di Roma, insieme all'astronomo John Barrow, si intitola "La musica del vuoto". A noi sembrerebbe molto più appropriato capovolgere il titolo in "Il vuoto della musica", che è la sensazione che ci provocano le rade, banali e noiose note prodotte con avarizia dalla tastiera di Einaudi. Incidentalmente, tanto per collegarci a un altro creatore di aria fritta, come mai non si parla più di Allevi?

Stupore. Nell'accorgersi che un signore ultraottantenne, Eugenio Scalfari, è molto più giovane dei giovani che hanno sfilato, sfilano e continueranno a sfilare contro la Tav. E' chiaro che sull'argomento, dal punto di vista tecnologico noi siamo impreparati, come di sicuro lo sono la maggior parte dei dimostranti, quindi sarebbe insensato cercare di approfondire i pro e i contro dell'iniziativa. Ma certo andare avanti funziona sempre. Basta stare un poco attenti. E' rimanere fermi che è pericoloso. Infatti il resto del mondo sta andando avanti sui binari. Noi no. Vorrà dire qualcosa? Non c'è dubbio, dice Scalfari, che il treno sia meglio del Tir; sta diventando anche meglio dell'aereo. Cioè, pur con la sua antichità come invenzione, è il più moderno dei mezzi di trasporto (nel senso ovvio che è meno inquinante, più funzionale, più sicuro, ecc.). E allora perché i giovani che dovrebbero sostenere il nuovo, in questo caso, come in tanti altri (a quanto pare la paura del nuovo è più viva che mai) remano contro? E' troppo facile gridare slogan da barricata invece di pensare, demonizzando parole in sé del tutto innocenti: multinazionali, globalizzazione, delocalizzazione, nucleare, Tav.

Avvertenza. Vogliamo mettere in guardia tutti coloro che si oppongono a qualcosa. State attenti alle immagini che scegliete per documentare la vostra protesta. Delle volte sono talmente straordinarie che fanno dimenticare la ragione dello scandalo. L'Italia ha intenzione di acquistare degli aerei da caccia F-35? Naturalmente con quello che costa ognuno di questi aerei ci si costruiscono non si sa quanti asili. Soldi buttati, è sicuro. Opporsi a questa scemenza è sacrosanto. Poi vi andate a leggere gli articoli e rimanete incantati dalle foto di questi meravigliosi oggetti volanti che hanno il pregio supremo della bellezza, perché una macchina che vola deve avere certe linee e certi angoli che soddisfino le leggi dell'aerodinamica. E guarda caso, queste linee e questi angoli soddisfano anche le esigenze dell'estetica. Pura bellezza. Attenzione, non siamo dementi. Anche noi ci rendiamo conto che di simili meraviglie si può fare un uso pessimo.

La permanenza dello sciocco. Ancora qualcuno che dice la sua sui compensi degli artisti. Volendo, il suo nome lo trovate a firma di una lettera nella posta di Augias su Repubblica del 4 marzo 2012. Su cosa si indigna il nostro babbeo? Ecco: "Sono convinto che le alte remunerazioni (per un artista) siano il frutto di un fenomeno perverso. Beethoven, Mozart e altri di vero talento hanno prodotto capolavori pur essendo in difficoltà economiche, ma ciò non li ha fatti desistere dall'offrire sé stessi alla passione del proprio lavoro". Che scoperta. Non è che fossero indifferenti alla mercede, è che non gli riusciva di averla. Mozart e i suoi contemporanei erano poco più che camerieri al servizio di un nobile. Beethoven provò a svincolarsi, ma senza gran successo, Chaikowski ci riuscì un po' meglio, Puccini o Morricone hanno definitivamente perfezionato il meccanismo. Anche perché per fortuna sono cambiati i tempi. Ma non è che la tutela del diritto d'autore abbia abbassato il livello della creatività. Il talento, se c'era, è rimasto. Quello che è migliorato è la qualità della vita. Gli artisti ringraziano. I cretini pensano ancora che senza sofferenza non c'è arte.

Genialità linguistica italica. Visto in strada un furgone con la scritta Italporkett di Ariccia, e dipinto un bel maialone allo spiedo.

Incredulità. Rai, conferenza stampa di presentazione di Allegromosso, Festival Internazionale delle Scuole di Musica. Rai, Demo, Regione Emilia Romagna. Seimila studenti in gara. Nella grande sala di Viale Mazzini, tavolone con tante persone importanti sedute in fila, gruppetti di studenti in piedi ai lati, con i loro strumenti. Una giovanissima e brava oboista suona da sola (bene) il tema di Mission, Morricone. Finita l'esecuzione, ecco la perla. Marina Cocozza, maestra di cerimonie e di birignao la presenta: "Abbiamo ascoltato Bianca Mantovani con la sua oboe". Mica male per un evento basato sulla musica, no? L'importante è conoscere i termini. Per fortuna poi hanno fatto un uso corretto delle parole i veri professionisti, Foderaro, Tedeschi, Pergolani, Marengo.

PS. Il Quartetto Cetra prima, poi Trio Cetra, poi Duo Cetra, poi Mono Cetra, proprio in questi giorni ha chiuso definitivamente con un Zero Cetra. Peccato.