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Culture

Siae, la Serva Padrona Autori senza più diritti

Come nell'opera di Pergolesi, la Siae si appropria dei beni dei suoi autori e ne dispone, in barba agli obblighi del suo Dna. [Piero Montanari]

giovedì 15 marzo 2012 10:55

di Piero Montanari

Per primi abbiamo iniziato a raccontare, tre mesi fa su queste pagine, che la Siae, a cominciare dal 1 gennaio di quest'anno, ha tolto l'assegno di professionalità ai suoi soci sessantenni i quali, nel corso della loro carriera di Autori, avevano maturato il diritto di percepimento.

Unitamente a questo piccolo emolumento di 600 euro mensili lordi, gli Autori percettori (ricordiamo, 1085, ed ora purtroppo 1081 dopo la morte di Fruttero, Bigazzi, Lucio Dalla e Lucia Mannucci dei Cetra) potevano usufruire di una piccola assicurazione-ricovero ospedaliero che forniva loro, a scalare, dei rimborsi per malattia. Niente di che, quindi, se rapportiamo la considerazione e il trattamento che gli Autori anziani hanno in altri paesi europei. Ma questo è un amaro discorso che conoscevamo.

I Commissari della Siae - inviati dal governo perchè il suo C.d.A. non era in grado ultimamente di esercitare la normale governance - hanno pensato bene che per risollevare le sorti della Società, avrebbero dovuto (e poi fatto con grande solerzia) togliere la "pensioncina ai vecchietti", piuttosto che creare una gestione virtuosa e risparmiare, magari, su altre emorragie all'interno dell'Ente, come gli alti emolumenti o gli sprechi legati a malagestione.

Non tutti però sanno che gli Autori italiani della Siae, dopo un primo momento di forte confusione e sofferenza (moltissimi di loro vivevano con questo piccolo assegno), si sono organizzati in un ricorso al T.A.R. al quale hanno aderito 200 tra i più importanti e significativi tra essi.

Paradosso n.1: la Siae, nata per tutelare gli Autori italiani, le loro Opere e distribuire i diritti maturati dagli stessi (quindi "Serva" a tutti gli effetti) e, come da Statuto, promuovere e dare impulso alla Cultura, come nella famosa opera di Pergolesi, "La Serva Padrona", diventa "Padrona" e si "appropria" momentaneamente dei beni che sono degli Autori per disporne a suo piacimento. Ricordiamo che oltre 92 milioni di euro sono fermi in attesa di conoscere chissà quale destinazione, come gli immobili di proprietà degli Autori, che sono molti e di pregio.

Ma il vaso di Pandora è ormai aperto, e i Mali del Mondo fuoriescono, ogni giorno si parla della Siae, di noi Autori, dei nostri soldi immobilizzati, dei commissari poliziotti (che non è un ossimoro) che tolgono la pensione ai vecchietti, e della piccola-grande rivolta in atto contro questa politica disastrosa e insultante che la Siae sta attuando in questo momento così drammatico contro il suo vero "Padrone", gli Autori Italiani, la sua ragion d'essere.

Paradosso n.2: dobbiamo farci valere - questo è certo - contro questi provvedimenti inconcepibili ma difendere allo stesso tempo strenuamente la Siae. Dagli attacchi di chi la vuole vedere disunita, smembrata, ingestibile ed incapace di difendere i diritti dei suoi Autori.

Ogni giorno proprio noi veniamo depredati della nostra opera dell'ingegno, per un cattivo luogo comune che sta passando come normalità: la creatività non si paga! Conoscete le regole del Web: nulla si paga più, tutto si "scarica": libri, musica, video, film, software, foto, giornali, tutto gratis, tutto per tutti. E chi scrive, gira, compone, pensa, progetta, agisce? Beh, sono problemi suoi, che vuole essere pure pagato col bel lavoro creativo che fa?

Il diritto d'autore è visto dalla maggior parte della gente, ma purtroppo anche dagli operatori dei vari settori dello spettacolo, come un insopportabile balzello!

Ecco perchè siamo stati messi dalla Siae in una posizione orribile e scomodissima: da una parte dobbiamo difendere contro questa Siae i nostri diritti calpestati, dall'altra siamo obbligati a difendere la Siae contro gli attacchi come questi, che vi assicuro sono continui.

Chi pagherà il lavoro degli Autori nel futuro, quando il loro fragile stipendio ricavato attraverso i diritti viene continuamente messo in discussione?


A questo dovrebbero pensare i vertici della Siae, non a penalizzare e mettere in difficoltà i suoi Autori!
Urlerò contro questo paradosso finchè avrò un'oncia di fiato.

Commenti
  • Davide 15/03/2012 alle 13:21:32 rispondi
    Mafia legalizzata
    Un famosissimo artista l'aveva definita una "mafia legalizzata".
  • Piero Montanari 15/03/2012 alle 14:06:08 rispondi
    Ok, Davide, ma siamo costretti a difendere questo "carrozzone" malfunzionante, perchè è l'unico 'collector' che abbiamo e, personalmente, credo che sarebbe infausto liberalizzare e crearne degli altri.