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Un anno senza Vittorio. E senza giustizia

La prossima udienza del processo Arrigoni ancora rimandata. Intanto fioriscono tra Italia e Palestina le iniziative a un anno dall'omicidio dell'attivista italiano.

Desk
venerdì 16 marzo 2012 10:59

di Michele Giorgio

L'allerta che da una settimana regna nella Striscia di Gaza per i raid aerei israeliani (26 morti palestinesi), è la causa del rinvio dell'udienza, prevista ieri, del processo ai rapitori di Vittorio Arrigoni, davanti alla corte militare di Gaza city. Le autorità di Hamas hanno ordinato l'evacuazione di tutte le strutture militari e di sicurezza. La corte perciò è rimasta chiusa e il processo riprenderà il 2 aprile.

Sino ad oggi il dibattimento è stato minimo, molte udienze sono durante poche minuti, il più delle volte per l'assenza dei testimoni convocati dagli avvocati dei quattro imputati: Mahmud Salfiti, Khader Ijram, Tamer Hasasnah e Amu Abu Ghoula. I primi tre sono in carcere, il quarto è a piede libero e, di lui, da due mesi, non si sa più nulla. Tutti gli imputati facevano parte o fiancheggiavano una presunta cellula salafita guidata dal giordano Abdel Rahman Breizat e dal palestinese Bilal Omari, entrambi rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia di Hamas.

A Gaza circolano voci di una imminente accelerazione del processo. Si sussurra che si terranno altre tre udienze e poi arriverà la sentenza entro maggio. Più di tutto si prevede una condanna ad un massimo di dieci anni per tre degli imputati. Decisamente più lieve rispetto alla pena di morte (comunque respinta dalla famiglia Arrigoni) ipotizzata sino ad oggi. La corte, si dice, accoglierà la tesi degli avvocati difensori secondo la quale l'unico responsabile dell'assassinio sarebbe il giordano Breizat. Ma si tratta solo di voci e a Gaza in questi mesi sono circolate spesso indiscrezioni intorno al processo Arrigoni, poi risultate infondate.

E' certo invece che Vittorio non viene dimenticato da amici e compagni che in internet seguivano le sue cronache da Gaza. Fioriscono le iniziative per l'anniversario, il prossimo 15 aprile, del suo barbaro assassinio. Il Teatro di Narrazione Civile di Pistoia sta portando in giro per l'Italia (oggi a Ostia) la rappresentazione «Restiamo Umani», sulla base di articoli scritti (per il manifesto) da Vittorio durante l'offensiva «Piombo fuso», lanciata tre anni fa da Israele contro Gaza.

Le iniziative più importanti sono annunciate a cavallo dell'anniversario. A Roma dal 13 al 15 sono previsti tra il Teatro Valle occupato e il cinema Palazzo, narrazioni, spettacoli, musica, attività culturali e il concerto della rapper palestinese Shadya Mansour, oltre ad una fiaccolata (anche in altre città). Il 15 aprile a Bulciago, il paese dove risiedeva Vittorio, verranno raccolti su di una bacheca i loghi delle associazioni che hanno sostenuto e appoggiato l'attivista e giornalista italiano. In serata Bulciago sarà in videoconferenza con Roma, Milano e soprattutto Gaza, dove nel media center e centro culturale italo-palestinese, intitolato alla memoria di Vittorio, saranno presenti i suoi amici e compagni di lotta. Sempre il 15 aprile nel campo profughi di Jabaliya verrà messo in funzione un pozzo, dedicato alla sua memoria, che porterà acqua a centinaia di famiglie palestinesi.

Commenti
  • Anonimo 16/03/2012 alle 11:46:38 rispondi
    Secondo me la responsabilità è da addebitarsi allo stupro di una catechista musulmana minorenne e alla collusione dell'autonomia con la mafia.