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Intelligence

Non facciamo le spie: studenti contro Cameron

Il governo inglese aveva chiesto agli universitari di monitorare soggetti a rischio, soprattutto islamisti. Si chiama Prevent Strategy. [Francesca Marretta]

Desk
domenica 18 marzo 2012 19:34

da Londra
Francesca Marretta

Non facciamo la spia. Questo il messaggio degli universitari britannici al governo Cameron, che a febbraio di quest'anno ha rivisto le strategie anti-terroristiche di casa, chiedendo maggiore collaborazione a docenti e studenti, per "monitorare" meglio negli atenei soggetti considerati a rischio.

Prevent strategy, è un programma governativo avviato allo scopo di combattere l'estremismo (sulla carta anche quello di destra, di fatto quello islamico) iniziato nel 2007, due anni dopo gli attentati kamikaze messi a segno a Londra da cittadini britannici che conducevano una vita apparentemente normale.

Sul sito del governo di Londra, alla pagina dedicata a Prevent,
la Prevent Strategy
si legge che lo schema combatte ogni forma di fondamentalismo. Dato però che la principale minaccia alla sicurezza interna arriva da al-Qaeda, l'attenzione va focalizzata su cittadini islamici.

Per giustificare la nuova impronta che il governo intende dare alla strategia di prevenzione, vengono elencati i fallimenti del precedente approccio laburista. L'esecutivo Cameron dice, in soldoni, che in nome del relativismo culturale caro al New Labour, si è creato un corto-circuito tra politiche di integrazione e anti- terrorismo. L'approccio tenuto finora «ha fallito nel fronteggiare le ideologie estremiste alla base della minaccia» che oggi la Gran Bretagna affronta. I governi laburisti «hanno talvolta addirittura finanziato organizzazioni estremiste che invece Prevent avrebbe dovuto sanzionare».

E' cambiata la musica, dice in sostanza Cameron, niente più soldi ai gruppi islamici. L'attuale governo, la cui sicurezza è affidata a Theresa May, ha chiesto collaborazione nell'identificazione di «soggetti a rischio», anche negli ambienti medici.

Le modifiche apportate a Prevent prevedono che da ora in poi si intervenga dove l'estremismo violento «crea un ambiente che induce al terrorismo e che rende popolari idee esposte da gruppi terroristici». Tutto chiaro? Se la risposta è no, è la stessa che si sono dati studenti e docenti, che rimandano al mittente la richiesta di spionaggio.

Direttive generiche possono significare tutto e niente, dicono gli universitari. Uno studente con la barba lunga e la Jalabiya che va in moschea cinque volte al giorno va tenuto d'occhio?

Il sindacato studentesco Nus,(National Union of Students) considera «totalmente inaccettabile» l'approccio di Prevent, in base al quale sono state già avanzate richieste di informazioni dettagliate su studenti appartententi a organizzazioni islamiche.

I sindacati degli universitari esprimono solidarietà agli studenti messi sotto la lente d'ingrandimento del governo, il cui approccio è tanto generalista e generico, da rivelarsi discriminatorio e pericoloso.

Downing Street risponde a critiche e obiezioni ribadendo che Prevent è finalizzato a prevenire l'estremismo e non a trasformare in delatori gli univeristari. Allo stesso tempo però sottolinea la «responsabilità delle Università a proteggere i giovani dalla radicalizzazione».

Prevent costa sessanta milioni di sterline l'anno a un governo che per affrontare la crisi ha falciato sussidi alle famiglie britanniche, ma ha trovato soldi da spendere per la guerra in Libia. Dove al-Qaeda non c'era mentre oggi c'è.