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Invisible Children mangia, gli africani digiunano

La Ong ha avuto soldi e successo per un film su un criminale di guerra ugandese. I missionari italiani non sono noti. Ma hanno fatto molto di più. [Francesca Marretta]

Desk
domenica 18 marzo 2012 10:31

da Londra
Francesca Marretta

Dal cinque marzo scorso ottanta milioni di persone hanno visionato su YouTube, "Kony 2012", un filmato della durata di trenta minuti, prodotto e diretto dal 33enne americano Jason Russell, co-fondatore dell'Ong Invisible Children. Il documentario racconta la vicenda del Lord's Resistance Army e del suo fondatore, l'ugandese Joseph Kony, ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l'umanità, per atrocità commesse in Uganda, Rdc, Sud Sudan e Repubblica Centroafricana, dove si ritiene si nasconda attualmente. Il film ha lanciato una campagna contro Kony a cui hanno aderito molte celebrità. Invisible Children accetta gentili donazioni per portare avanti la sua battaglia e assicurare Kony alla giustizia.

Nel frattempo oggi, 17 marzo, la polizia di San Diego, in California, ha arrestato Russell, che oltre a esserne il regista è anche la voce narrante di "Kony 2012". La cattura è seguita a una chiamata che segnalava la presenza di uno squilibrato che girava nudo, urlava e sbatteva i pugni sul marciapiedi. Secondo una testimonianza si era anche masturbato. Russell è ora in un ospedale psichiatrico per accertamenti, anche se era semplicemente ubriaco e probabilmente "fatto" di altre sostanze, cosa di cui a noi non interessa francamente un tubo. Il comunicato che ha diffuso Invisible Children ci intriga invece di più. Spiega infatti che «l'incidente» di cui è stato vittima il fondatore di Invisible Children è da attribuire allo stress a cui è stato sottoposto il povero ragazzo. Ecco il testo: «Le ultime due settimane hanno comportato un grosso peso emotivo per tutti noi, e in special modo per Jason, e questo peso si è manifestato in uno sfortunato incidente. La passione di Jason e il suo lavoro hanno fatto tanto per aiutare così tante persone. Siamo devastati nel vederlo affrontare questo problema di salute personale». Dato il ragionamento, chissà cosa dovrebbero combinare gli ex bambini soldato rapiti da Kony che oggi vivono a Lira, Gulu o Pader, che si sono rifatti una vita nonostante il trauma. Parliamo di uomini e donne rapiti in tenera età, trasformati in macchine da guerra e costretti a commettere atrocità. Le bambine erano usate come schiave sessuali, portantine o serve. Ne abbiamo incontrati a decine nel nord dell'Uganda.

La vicenda del Lord's Resistance Army e di quello che ha significato per le vittime e la storia recente della "Perla d'Africa" è più complessa di com'è raccontata in "Kony 2012". Il film ha avuto però il grande merito di portare all'attenzione globale la vicenda, raggiungendo un pubblico che fiumi di inchiostro versati per descrivere il dramma della popolazione nord-ugandese, non hanno neanche lontanamente sfiorato.

Grazie a YouTube, facebook e twitter in tre settimane Jason Russell ha raggiunto una notorietà che personaggi di ben altra statura non riceveranno mai. Pensiamo ad esempio all'impegno di tutta una vita di missionari come l'italiano Elio Croce, che organizzò all'ospedale di Gulu un mega-rifugio per i "night commuters", bambini che ogni sera percorrevano chilometri e chilometri, lasciando indietro genitori al villaggio, per sfuggire ai rapimenti notturni dell'Lra. O a padre Tarcisio Pazzaglia che per decenni ha assistito la popolazione di Kitgum, facendo anche da mediatore tra Lra e governo di Kampala (oltre che doppiare in Acholi film italiani da proiettare all'aperto per la gente del posto). All'ospedale di Kitgum un medico italiano e sua moglie leggevano la sera storie ai bambini che passavano la notte al riparo dai rapimenti.

La morale della favola è: Kony 2012 è stato visto da milioni di persone, e allora? Quanto è cambiato per gli africani delle zone interessate dal fenomeno Lra, e quanto è cambiato per Invisible Children, fino a ieri nota molto meno di Joseph Kony? I soldi raccolti dalle Ong, pochi o tanti, sono principalmente investiti per mantenere le strutture delle stesse Ong. Si tratta di un film visto milioni di volte. Come "Kony 2012".

Commenti
  • Anonimo 17/03/2012 alle 21:09:17 rispondi
    che articolo falso e Ipocrita. Kony è un Pentecostale, un prodotto proprio delle missioni cristiane. Il neo-colonialismo in Africa è stato portato avanti proprio dalle missioni cristiane. E poi, la cosa più schifosa delle missioni cristiane in africa: il ricatto del piattino di riso in cambio del battesimo e vi stupite pure che questi poi s'incazzano sistemando un po di missionari cristiano-mafiosi col macete, e fanno bene. Cristiani-mafiosi in pasto ai leoni. MAFIOSI.
  • Anonimo 18/03/2012 alle 00:53:34 rispondi
    Una domanda
    Non sarebbe meglio evitare il vino dopo una certa ora?
  • Marretta 18/03/2012 alle 09:56:09 rispondi
    In effetti le consiglierei di commentare da sobrio
  • Anonimo 25/03/2012 alle 12:06:54 rispondi
    Generalmente non bevo alcolici. Non sarebbe meglio evitare il vino prima di scrivere certi articoli? Le consiglierei di scrivere da sobria.