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Contro ebrei e Islam: volto del terrorismo nazista oggi

La strage di Tolosa potrebbe rappresentare una saldatura tra i due filoni eversivi dell'estrema destra. Fascismo e xenofobia sono un'emergenza ignorata [Gianni Cipriani]

mercoledì 21 marzo 2012 08:48

La premessa necessaria è che, al momento, si possono solo formulare ipotesi basate sulle prime e frammentarie ricostruzioni fatte dopo la strage contro la scuola ebraica di Tolosa. Ossia la polizia avrebbe più di una certezza sul fatto che nell'agguato di ieri siano stati usati la stessa arma e lo stesso scooter degli agguati contro tre paracadutisti di origine magrebina uccisi per strada a sangue freddo la settimana scorsa a Montauban. Se così fosse, l'attentatore avrebbe prima eliminato tre immigrati; tre arabi; tre islamici (bisognerebbe capire come li percepiva l'assassino) e poi gli ebrei.

La duplice azione avrebbe dunque rappresentato una saldatura tra i due principali filoni della destra neonazista e neofascista europea, che storicamente sono l'antisemitismo in tutte le sue varianti (negazionismo, ruolo degli ebrei nella finanza mondiale) e il razzismo xenofobo, anch'esso in tutte le sue articolazioni (anti-islamismo, anti-immigrazione, rifiuto del multiculturalismo). Due filoni che non sono sempre andati di pari passo ma che sempre più, negli ultimi scenari, trovano punti in comune e che - è questo il nodo - potrebbero trovare una saldatura in un razzismo a 360 gradi, pur non privo di contraddizioni al suo interno.

Storicamente il nazismo non è mai stato un nemico dell'Islam. Nota è la storia di Hag Amin Al-Husayni, gran muftì di Gerusalemme, il quale spiegava la sua propensione ad allearsi con Hitler riconducendola al nemico comune che Islam radicale e Germania nazista condividevano: gli ebrei e i loro protettori inglesi. Husayni, come è altrettanto noto, nel 1941 si trasferì a Berlino, dove organizzò trasmissioni radiofoniche che miravano a suscitare la simpatia del mondo islamico per la causa nazionalsocialista e si diede da fare affinché si formassero squadre di Ss islamiche, composte soprattutto da volontari bosniaci. Dopo la guerra Al-Husayni ha considerato l'Olocausto quale macchinazione ebraica finalizzata ad attirare le simpatie occidentali a favore del neonato Stato israeliano. Tesi non così minoritaria all'interno del mondo islamico e ultimamente sponsorizzata dallo sciita presidente iraniano Ahmadinejad.

Questo filone, anch'esso non privo di contraddizioni interne (gli arabi sono semiti al pari degli ebrei) si è manifestato per lungo tempo dopo la seconda guerra mondiale. Basti pensare alla simpatia per la causa palestinese di gruppi dell'estrema destra, fino alla conversione all'Islam di singoli appartenenti alle formazioni neofasciste per arrivare alle simpatie che nel mondo neonazista si sono manifestate nei confronti di Ahmadinejad per la sua "battaglia" negazionista e perfino verso Osama Bin Laden, strenuo avversario del sionismo e degli americani, ossia gli avversari di Hitler non particolarmente amati in quelle aree.

Nello stesso tempo la componente più puramente xenofoba dell'estrema destra europea è cresciuta di pari passo con l'aumento dell'immigrazione, con le contraddizioni sociali della difficile integrazione e, parlando dell'ultimo decennio, con il pericolo islamico percepito come grave e immediata minaccia dopo l'11 settembre 2001. L'islamizzazione dell'Europa è diventata il leit motiv di quegli ambienti. Il norvegese Anders Behring Breivik è stato il tragico simbolo di quel pensiero. Che è molto articolato. I cospirazionisti stanno denunciando un presunto piano di penetrazione dei Fratelli musulmani in Europa, che avrebbero elaborato una machiavellica strategia: i musulmani rifiuterebbero di integrarsi nella società europea, non accettando le leggi in contrasto con la loro religione, approfittando della libertà di espressione, del senso di colpa e dell'ingenuità occidentali per cercare alleati nella sinistra, nei no global e nei cattolici terzomondisti europei. Passata la prima fase "silenziosa", dopo aver accumulato forze (tipo la teoria rivoluzionaria merxista-leninista applicata alle guerre popolari) si passerebbe all'ora x, con gli islamisti pronti a conquistare il potere e a imporre il loro modello di società.
Altri, all'interno di questo mondo dell'estrema destra, affermano che l'Islam, è una religione che persegue il dovere dell'espansione (magari dimenticando cosa sia stata l'evangelizzazione...) e che quindi gli islamici non potranno che tentare di affermare il loro dominio nelle terre non islamiche. Breivik, abbiamo detto. Ma anche la strage di senegalesi a Firenze di Gianluca Casseri, passata frettolosamente nel dimenticatoio.

Non c'è dubbio, al di là di quelle che saranno le indagini su Tolosa, che questi due filoni si stiano sempre più saldando, avendo come comune denominatore la difesa delle radici e della propria identità da possibili contaminazioni (ebraiche, islamiche, razziali). E sempre più piattaforme politiche hanno tra i loro punti principali la lotta all'islam e più in generale all'immigrazione e, nello stesso tempo, l'odio nei confronti dell'ebraismo e il sostegno alle tesi negazioniste. Poco importa se, come detto, questo magma non sia privo di contraddizioni interne. Perché appare abbastanza evidente che non siamo di fronte a movimenti e gruppi con un inossidabile riferimento ideologico; con una visione del mondo chiara e articolata dei processi e della globalizzazione (nonostante il loro approccio mondialista) quanto piuttosto all'espressione di pulsioni che potremmo definire primordiali di paura del diverso, di perdita della propria identità, del soggiacere a poteri più vasti, inafferrabili e impenetrabili.

In questa ottica la Norvegia, Firenze e Tolosa possono avere una spiegazione ben più chiara di quanto sembri. E le stesse modalità da serial killer, variamente descritto come pazzo, fanatico, squilibrato, sono un segno inequivocabile di questa deriva. Naturalmente la pazzia c'entra ben poco. Semmai c'entra la follia della nostra società che arma la mano dei più fanatici. Con una aggravante: la crisi economica, la ricetta lacrime e sangue nei confronti degli strati più deboli; l'impoverimento della classe media, l'arrivo di nuovi poveri è un formidabile (anzi, terribile) terreno di coltura per l'affermarsi di espressioni reazionarie di "difesa".

Dovendo fare una, sommaria, analisi di scenario, si potrebbe dire che le nuove povertà e ingiustizie sociali determinate dalla crisi difficilmente possono determinare uno sbocco di tipo rivoluzionario, restando questa partita all'interno del terreno dell'ordine pubblico o di un'eversione a bassa intensità o comunque irrilevante ai fini delle scelte politiche. L'opzione reazionaria, egualmente, non potrà determinare un cambio delle politiche. Non ne ha la forza, né ha una strategia, tanto meno una strategia transnazionale. Ma nel medio periodo può sicuramente "inquinare" vasti strati sociali, a cominciare dai più giovani, diventare fattore di costanti tensioni razziali o religiose e generare il "folle" di turno.

Si è parlato molto - e giustamente - delle manifestazioni in Grecia, dei black bloc, dei manifestanti che cercano il morto. Nel frattempo l'ideologia neonazista e quella neofascista hanno ucciso. Anzi, hanno compiuto stragi. 77 in Norvegia; 2 a Firenze, 4 a Tolosa, 3 a Montauban. Solo negli ultimi otto mesi.

Leggi anche: Uno dei tre nazi-parà l'assassino di Tolosa.

Commenti
  • Moisés Blomberg Levy 06/06/2012 alle 03:47:24 rispondi
    Peruviani neo-nazisti assassini.
    Il mondo è mosso da una spirale di numerosi episodi di violenza grave commessa da neo-nazisti fanatici. E 'vero che la situazione attuale non è paragonabile a quella che ha preso il mondo negli anni 30 e 40 del secolo scorso, ma in America ci sono anti-sociale, di guida e di organizzare una violenza sanguinaria. Ora non c'è crisi economica e politica che precedette la grande disastro della Seconda Guerra Mondiale, ma ci sono quelli che sfruttano la crisi sociale e la mancanza di piani di sviluppo democratico e di solidarietà, per promuovere la violenza del razzismo, l'odio per gli stranieri, il ebreo o persona la cui identità culturale non è compatibile con l'oggetto del loro odio. Oggi mi sento un reale pericolo neo-fascista e neo-nazista almeno una repubblica, ma i fatti mostrano un gruppo di potere bramare antisociale. Tenete a mente l'esistenza di una minoranza di giovani latino-americani che non hanno modelli di identità e di solidarietà democratica, dando fanaticamente, nel caso del Perù, la leadership violenta nazisti di Victor Baca Minetti e Ricardo Spirito Balbuena, i simboli oscuri, analgesia morale, sconvolgimento sociale in alcuni settori e anche il complice passiva in situazioni di palese ingiustizia, come è successo in alcuni recenti attentati e uccisioni. Vediamo la mancanza di reazione perplessa impegnata ad aiutare la vittima, o l'esistenza della svastica tatuata persone che fanno pubblicazioni con slogan inquietanti, le idee fisse e simboli nazisti, disadattati che indottrinare i giovani 13-15 e gruppi che fanno una terra di odio con colpi con mazze da baseball, calci e regola dominante che richiede obbedienza cieca al leader. Tuttavia, il problema più grave è l'indifferenza delle autorità di questo grave rischio e la sua incapacità di far fronte, e l'inettitudine di coloro che incoraggiano le loro pratiche e discorsi discredito delle istituzioni democratiche. Oggi la lotta per la libertà, uguaglianza e fraternità ha un posto importante nella Costituzione e il codice penale, ma manca ancora che ognuno di noi prenderà il suo posto per impedire agli utenti di odio, violenza e intolleranza. Deve essere evitato attraverso l'educazione di convivenza reale di solidarietà civica, integrando le politiche e la socializzazione, rendendo il lavoro di squadra di invertire questa allarmante situazione.

    http://cronicas-de-spectator.blogspot.com/2012/03/la-sombre-del-yunque-en-espana.html
    http://diepresse.com/home/panorama/welt/731374/NeonaziMorde_Weitere-Festnahme-in-der-Schweiz
    http://asalto-neonazi-a-mexico.blogspot.com/2008/10/las-dos-cabezas-de-la-hidra.html
    http://www.ajuaa.com/news/shockmental/15286-Neonazis-Rusos-decapitando-Chechenio.html
    http://www.robertlindsay.wordpress.com/2009/09/04/neonazis-rusos-video-de-la-decapitacion/~~V
    http://elcomercio.e3.pe/ima/0/0/0/2/5/25575.jpg
    http://1.bp.blogspot.com/-jIrV-HdjBfQ/T4BnD1XnauI/AAAAAAAADfY/_M2j94aNxYw/s1600/Victor%2BBaca%2BMinetti.jpg

    Nelle ultime due pagine conteneva il führer peruviano Victor Baca Minetti e dei suoi discepoli Javier Christian Aliaga Cornejo, Armel Alberto Torres Zen, Karen Montes Camero, Samir Euscategui Arnao, e Rene Lira Barreto, studenti della Pontificia Universidad Catolica del Perù.