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Una catena umana contro il razzismo

Oltre duemila persone si sono unite oggi al Colosseo per dire no alle discriminazioni. Presente, tra gli altri, il Ministro per la Cooperazione e l'Integrazione, Andrea Riccardi.

redazione
mercoledì 21 marzo 2012 10:36

Roma si è stretta in una lunga, festosa, colorata catena umana e, questa mattina, si è animata intorno al Colosseo per gridare ''No a tutti i razzismi''. Tutti insieme, mano nella mano, ci si è stretti intorno al monumento simbolo della città e del mondo, per un evento voluto dall'Unar, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, in occasione della Giornata Mondiale contro il Razzismo. In centinaia tra giovani e studenti e poi tanti curiosi e turisti per un abbraccio andato contemporaneamente in scena in altre 34 città italiane, dal Nord al Sud del Paese. Numerose le presenze e non è voluto mancare il Ministro per la Cooperazione e l'Integrazione, Andrea Riccardi, convinto che questa catena umana fatta da tanti ragazzi sia decisiva.

''Dobbiamo stare attenti a non sviluppare il seme del razzismo ma anche alla violenza del linguaggio. Perché il razzismo inizia con le parole per poi arrivare ai fatti'' ha detto il Ministro, presente sul palco allestito a ridosso del Colosseo insieme al direttore dell'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, Massimiliano Monnanni, e poi tra gli altri l'assessore capitolino alla Famiglia e ai Giovani, Gianluigi De Palo, il presidente della Fnsi, Roberto Natale, i consiglieri regionali Isabella Rauti e Giancarlo Miele, Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr.

Boldrini, parlando con i cronisti, ha ricordato la strage di Firenze a dicembre ''persone uccise semplicemente per il colore dlla pelle diverso''. Per Boldrini in Europa si stanno verificando episodi mostrano che ''alcuni valori vengono rimessi in discussione. Non e' una perdita di tempo dire 'no' al razzismo'' aggiungendo che ''a Tolosa sono stati uccisi dei bambini solo per motivi religiosi. Ci sono rigurgiti di violenza razzista ed è importante che le autorità condannino con forza ogni forma di violenza''. ''Oggi - ha dichiarato Aldo Forte, Assessore alle Politiche Sociali e Famiglia - creiamo i presupposti per intervenire in maniera sinergica e sistematica sui casi di discriminazione che si registrano nel Lazio. I recenti fatti di Firenze e Tolosa ci ricordano che non possiamo abbassare la guardia. Le istituzioni hanno il dovere di prevenire comportamenti xenofobi e discriminatori, di educare al rispetto delle diversità e all'uguaglianza dei diritti''.

Entusiasmo tra i giovani presenti catturati anche dalle parole dell'assessore capitolino alla Famiglia, Gianluigi De Palo, che ha posto l'accento sul fatto che ''Roma è una città accogliente e deve esserlo sempre di più. Ce lo racconta la sua storia. Dobbiamo dire no al razzismo - ha aggiunto - sì all'integrazione, che però non va banalizzata ma costruita giorno per giorni con il contributo di tutti''.

Per Isabella Rauti, ''l'altro da sè non è mai una minaccia ma è sempre una risorsa e una ricchezza'' e ''tutti dobbiamo impegnarci nella costruzione di una società inclusiva, tollerante, che integra e interculturale, impegnandoci a rimuovere tutti gli stereotipi e tutti i pregiudizi''.