Mango: un anno dopo, il ricordo

Il 7 dicembre 2014 ci lasciava il cantautore lucano. Il cantante di 'Oro' si è sentito male sul palcoscenico durante uno dei suoi concerti.

un anno fa moriva il cantantre Mango
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8 Dicembre 2015 - 17.14


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Il 7 dicembre 2014 moriva Mango. Il cantante di “Oro” se n’è andato nel modo in cui ogni musicista vorrebbe: sul palco. Si è sentito male sul palcoscenico durante uno dei suoi concerti.
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Durante una esibizione a Policoro. Mango è stato stroncato da un infarto e trasportato in ospedale dove è giunto già senza vita.

“La nostra rondine è volata via nel cielo sbagliato… Pino resterai sempre nel nostro cuore perché come cantavi qualce anno fa “Non moriremo mai, il senso è tutto qui” queste le parole pubblicate dallo staff del cantante sulla pagina ufficiale di Facebook tramite la quale il gruppo che lavorava con lui si unisce al dolore della famiglia.

Vogliamo ricordarlo con l’articolo di Francesco Troncarelli. di Francesco Troncarelli

Se ne è andato cantando Mango, nel “migliore” copione che vede un artista impegnato sino alla fine in quello in cui crede e ha sempre amato nella sua vita. Stroncato da un infarto mentre terminava il concerto al «Pala Ercole» di Policoro, in provincia di Matera, stava cantando “Oro”, uno dei suoi più grandi successi. Nonostante i soccorsi e l’immediato trasporto in ospedale, non c’è stato nulla da fare. Il suo staff lo ha salutato dalle pagine dei social network con le parole di «Non moriremo mai».

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Artista raffinato, con una cultura musicale notevole che spaziava da Peter Gabriel ad Aretha Franklin, da Tenco a Elton John, fino a gruppi del calibro dei Led Zeppelin e dei Deep Purple, Pino Mango è stato un cantautore eccellente, lontano dai giri che contano ma ugualmente amato dal grande pubblico per la qualità della sua produzione, sempre alta e sempre premiata dal pubblico come testimoniano i dischi d’oro e platino collezionati in carriera. Profondamente legato alla sua terra, la Basilicata, esprimeva anche nella sua musica le radici di una forte sonorità mediterranea, solare, con testi che colpivano per delicatezza e profondità. Con lui spesso lavorava il fratello Armando e il paroliere Pasquale Panella, ma aveva lavorato insieme anche ad altri big come Mogol con cui scrisse “Oro” e Lucio Dalla con cui firmò “Bella d’estate”, uno dei suoi brani più intensi.

Si era fatto apprezzare anche come autore, aveva scritto infatti per Mia Martini, Patty Pravo, Bocelli, Mietta e per la moglie, la cantante Laura Valente che ha fatto parte anche dei Matia Bazar dopo l’uscita dal gruppo di Antonella Ruggiero.

Aveva avuto il suo momento magico negli anni Ottanta e Novanta, nel corso dei quali partecipò a svariate edizioni del festival di Sanremo dove nonostante la grancassa mediatica di quella ribalta e il circo che vi ruota attorno, aveva mantenuto sempre il suo stile di uomo semplice e schivo, che agli eccessi della popolarità preferiva il contatto con la gente. Primo ad arrivare alle prove e il primo a fermarsi con i fan per firmare autografi.

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“Mediterraneo”, “La rondine”, “Lei verrà”, “La sposa”, “Come Monna Lisa”, “La terra dell’aquilone”, alcune delle sue canzoni più conosciute fino all’ultima interpretazione “Scrivimi” delicata cover del brano di Nino Buonocore, brani dalla melodia accattivante e di facile presa che hanno conquistato un posto nella memoria del pubblico.

In un panorama musicale che stenta a trovare grandi protagonisti capaci di proporre qualcosa di valido, mancherà un artista come Mango che aveva le capacità per raccontare storie e sogni. Mancherà soprattutto a chi lo ha conosciuto ed ha apprezzato, quel suo modo di porsi e di proporsi discreto ma efficace che ha pochi uguali nel mondo dello spettacolo.

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