Le pagelle: ottimi Negramaro, Mahmood e Irama. Bene anche Ghali e Clara

I primi dieci artisti ad esibirsi sul palco dell' Ariston

Le pagelle: ottimi Negramaro, Mahmood e Irama. Bene anche Ghali e Clara
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6 Febbraio 2024 - 22.52 Culture


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di Manuela Ballo

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Clara – “Diamanti grezzi
È la vincitrice di Sanremo Giovani, è bella, raggiante ed ha una gran voce.
Un’ apertura con violini che appassiona e conferisce una buona sonorità che accompagna al meglio le parole. Purtroppo, sembra qualcosa di già sentito.  Richiama in parte la voce di Madame e di Mahmood. Ritornello cantabile e ballabile per chi apprezza il genere che viene sparato nelle spiagge dei grandi e piccoli lidi.
Voto 6 +

Sangiovanni – “Finiscimi
Sangiovanni finiscimi, ora. Non convince: la sua confessione sulla storia d’ amore non offre particolari brividi. Anche l‘autocritica suona stereotipata e anche, forse, fuori luogo di questi tempi con il giovane che entra nel confessionale e declina l’abituale storia d’ amore (lei che non lo ama, lui che continua a cercarla). Pop strascicato nel testo e nella musica. Forse diventerà l‘inno dei delusi perenni.
Voto 5

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Fiorella Mannoia – “Mariposa
Fiorella è Fiorella, ma in questo caso non sta nel suo e si vede. Una canzone che già dall’ esordio e soprattutto nel ritornello spagnoleggiante chiama a rapporto le balere di mezza Italia. Bella canzone per una balera appunto, molto meno per chi l’ascolta in altri contesti. “Ai, Ai, Ai, Ai” recita il ritornello.
La nota positiva? la grande capacità che la Mannoia ha di calcare il palco e di dare la giusta interpretazione alle canzoni che intona. Anche il testo non è male. Si gioca molto sugli opposti: terra e cielo, città e impero, sincerità e bugia. Una sorta di autoritratto: una donna “per sempre libera e orgogliosa”. Per questo forse Madonna.
Voto 6

La Sad – “Autodistruttivo
Per nulla punk, tranne nel vestiario, ma  molto pop. Il testo gioca molto sul concetto di fiducia e su un cuore spaccato a metà dall’amore. Un cuore che è di plastica. Nessuno resta per sempre tranne i tatoo sulla pelle”, recitano.  
Il  ritornello  ricorda i cori delle curve degli stadi.  Sfiorano appena la sufficienza.
Voto 5 e mezzo

Irama – “Tu no”
Si presenta in total black. Ha una bella presenza, tranne per quei pantaloni di pelle.
Il testo non è brutto, e anche la voce, urla a parte è molto orecchiabile. Bello il pianoforte di sottofondo. Un inno d’ amore disperato. E appunto per questo urlato. Molto buona la performance. Io questa canzone la canticchierei.
Voto 7 –

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Ghali – “Casa mia
C’era un ragazzo che cercava la propria casa non trovandola , forse, ne qui ne là. Uno spaesamento vero e proprio che di questi tempi riporta all’ ordine del giorno le grandi tragedie del nostro mediterraneo.  Tra il testo e la musica a prevalere, in questo caso. è il testo dal momento che la base disco-edm non è molto originale.
Voto
7

Negramaro – “Ricominciamo tutto
Sono arrivati a Sanremo con grinta, vogliosi e lo hanno fatto capire con un pezzo eseguito alla perfezione. “Ricominciamo tutto” è il titolo della canzone che  narra, tra percussioni drammatiche e sonorità elettroniche,una storia d’amore da rimettere in sesto. Sangiorgi e soci, potevano permettersi, data la loro carriera, di prendere un po’ sottogamba questo appuntamento. Invece sono riecheggiate la voce e le note dei primissimi Negramaro.  Geniale il passaggio sul conto alla rovescia per il lancio di un missile. Puntano alla vittoria finale e ne hanno tutti i mezzi.
“Quanto tempo ti manca per esser pronta? Io sono sotto che ti aspetto, così ti porto al mare”.
Voto 8 +

Annalisa – “Sinceramente
Ha una voce che è sempre una garanzia, ma questo pezzo non convince come le ultime sue canzoni. Dopo tanti tour nei palazzetti Sanremo è per lei una sorta di consacrazione. La musica ha un ritmo sostenuto ed è un invito a muovere braccia e gambe , cioè a ballare sia ascoltandola in radio che nelle discoteche . Molti la danno tra i favoriti.
Voto 6

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Mahmood – “Tuta gold
Si presenta con un gilet che non è nel suo stile. Ma anche se nello stile ha fatto un bel flop , la voce rimane quella dell’ autentico Mahmood. Belle le percussioni che accompagnano con un ritmo incalzante la voce inizialmente pacata e in seguito ritmata. Il pezzo richiama in tutto e per tutto il suo grande successo “Soldi” e quindi tocchera senza alcun dubbio i vertici delle classifiche. Voce ruvida con gli abituali cambi di tono. Il testo canta del ghetto e di segregazione. Non c’ è un vero e proprio ritornello , come si dovrebbe fare a Sanremo. Ma lui se lo può permettere. Un linguaggio pieno di parole che i giovani capiranno. Fake e Rave. Bravo.
Voto 7 +

Diodato – “Ti muovi
Sul palco grida molto e porta un pezzo classico rispetto ai precedenti. Difficilmente ripeterà il successo di “Fai rumore”, ma la musica è sostanzialmente dolce e misurata e l’ irruzione sul palco dei giovani che ballano porta un briciolo di freschezza.
Voto 6

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