Torna a Venezia l'arazzo del Quattrocento

Restaurato con acquisizione digitale in 3D, l'opera arrivò per la prima volta a Roma nel 1967

Torna a Venezia l'arazzo del Quattrocento
Fonte: https://www.finestresullarte.info/attualita/torna-a-venezia-restaurato-e-digitalizzato-arazzo-quattrocentesco-collezione-cini
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28 Febbraio 2026 - 17.12 Culture


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Torna a San Giorgio Maggiore (Venezia) “L’entrata in Palestina dell’esercito di Vespasiano”, l’arazzo quattrocentesco della Collezione Cini.

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Nel 2022 l’opera è stata protagonista della prima acquisizione digitale 3D e ad alta risoluzione su un’opera tessile, così da verificarne nel dettaglio lo stato conservativo, supportando l’intero processo di restauro realizzato da Open Care – Servizi per l’Arte di Milano.

L’arazzo è stato esposto a Roma al Palazzo delle Esposizioni, dal 28 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, in occasione della mostra conclusiva di “Restituzioni 2025”, il programma di Intesa Sanpaolo dedicato alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano, realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura.

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Queste le parole di Renata Codello, segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini:

“L’impegno congiunto della Fondazione Giorgio Cini e di Intesa Sanpaolo, con l’accurato intervento di Open Care – Servizi per l’Arte, ha permesso di preservare questo prezioso manufatto, di applicare nuove tecnologie e di aprire inedite piste di ricerca. La complessa operazione digitale permette di osservare la superficie dell’arazzo da una nuova prospettiva, svelando aspetti sconosciuti o difficilmente comparabili, riguardo sia la struttura tessile che il colore. Ad esempio, esplorando e ingrandendo il retro dell’arazzo, che ha conservato meglio i colori originali, e confrontandolo con il fronte senza dover manipolare e stressare l’opera, è possibile sciogliere alcuni dei dubbi che gli studiosi si sono posti in passato relativamente ad alcune integrazioni realizzate nel corso di precedenti interventi di consolidamento”.

Queste invece le dichiarazioni di Silvia Foschi, responsabile Patrimonio Storico Artistico e attività culturali di Intesa Sanpaolo:

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“Il programma “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo ha rivolto la sua attenzione sin dalla sua prima edizione del 1989 anche alle manifatture tessili, tipologia di opere per le quali le metodologie di intervento nel tempo si sono sviluppate e affinate. Il ritorno a Venezia dell’arazzo ‘L’entrata in Palestina dell’esercito di Vespasiano’, grazie alla collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini, Open Care e Intesa Sanpaolo, rappresenta un esito emblematico di ciò che il programma Restituzioni intende realizzare: prendersi cura delle opere del patrimonio artistico del Paese, mettendo in campo le migliori competenze e metodologie e le tecnologie più avanzate, aprendo a nuove possibilità di studio, di divulgazione e di fruizione responsabile da parte del pubblico”.

Così è intervenuta poi Isabella Villafranca Soissons, responsabile scientifico del dipartimento di conservazione e restauro di Open Care:

“La digitalizzazione 3D e la mappatura analitica dell’arazzo ci hanno permesso di definire un intervento pienamente rispettoso sia nei termini di rispetto verso la sua storia che in termini di materiale. Grazie a questo approccio integrato, abbiamo garantito stabilità e leggibilità all’opera, rendendo possibile una conoscenza più approfondita del manufatto e assicurandone la conservazione nel tempo”.

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Queste infine le parole pronunciate da Milena Gigante, responsabile del laboratorio di arazzi, tappeti e tessuti di Open Care:

“Questo restauro è stato un lavoro di grande precisione e pazienza, durato due anni. Le poche integrazioni inserite, limitate ai dettagli decorativi essenziali, migliorano la leggibilità della scena, senza alterarne l’autenticità, per restituire una lettura più chiara del manufatto senza mai sovrapporci alla mano dei maestri fiamminghi del Quattrocento”.

Di manifattura franco-fiamminga, e realizzato in una trama di lana e seta su un modello del maestro di Coëtivy, l’arazzo è databile tra il 1470 e il 1480.

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Arrivato a Roma nel 1967 assieme al complementare “Assedio di Gerusalemme” e “Scena storico o biblica”, fu dono del diplomatico Leonardo Vitetti a Vittorio Cini.

Le sue dimensioni si attestano sui 4,30 m per 3,98 m, ma quella rappresentata non è la scena completa; infatti, quella tornata sull’Isola di San Giorgio Maggiore è la metà destra di un grande manufatto, la cui rispettiva parte sinistra è formata dal frammento recante Nerone che invia Vespasiano e Tito in Palestina conservato al Musée des Arts Décoratifs di Lione.

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