Danny Elfman, il compositore che ha dato una voce ai mostri

Il 1° luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, data unica italiana dello show sinfonico con le colonne sonore di Batman, Beetlejuice, Edward mani di forbice e The Nightmare Before Christmas

Danny Elfman & Tim Burton - Danny Elfman l'1 luglio a Roma per l'unica data italiana all'Auditorio Parco della Musica - di Alessia de Antoniis
Danny Elfman & Tim Burton
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9 Giugno 2026 - 19.14


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di Alessia de Antoniis

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Il 1° luglio arriva a Roma con le musiche dei film di Tim Burton: ma dietro Batman, Beetlejuice e The Nightmare Before Christmas c’è molto più di un repertorio gotico. C’è l’autore che ha trasformato outsider, malinconia e stranezza in linguaggio pop.

Prima che Batman diventasse un’ombra orchestrale, prima che Beetlejuice avesse il passo storto di una fanfara impazzita, prima che Edward mani di forbice trasformasse la diversità in malinconia pura, c’era un bambino seduto al cinema ogni domenica, davanti a Dracula, Frankenstein, alieni, zombie, creature della laguna. L’horror, ha raccontato, era la sua versione della chiesa. Non una posa dark arrivata da adulto, ma una lingua madre: immagini troppo strane per essere dimenticate, paure da guardare fino a svuotarle, mostri diventati parenti.

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Quel bambino era Danny Elfman, uno che non ha mai scritto soltanto colonne sonore. Ha scritto il modo in cui intere generazioni hanno imparato ad ascoltare i mostri.

Il 1° luglio 2026 Danny Elfman arriva alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma per l’unica data italiana di Danny Elfman’s Music from the Films of Tim Burton, accompagnato dall’Orchestra Roma Sinfonietta, nell’ambito del Roma Summer Fest. Non sarà una semplice carrellata di temi celebri, né l’ennesimo esercizio di nostalgia cinefila con orchestra e maxischermo. Sarà l’occasione per riascoltare uno dei cataloghi emotivi più riconoscibili del cinema contemporaneo: la vertigine gotica di Batman, il carnevale macabro di Beetlejuice, la grazia ferita di Edward mani di forbice, la favola nera di The Nightmare Before Christmas, fino a La sposa cadavere, Big Fish, Alice in Wonderland, La fabbrica di cioccolato e Mercoledì.

Il format, nato alla Royal Albert Hall nel 2013 e poi portato in giro per il mondo, mette in dialogo l’orchestra dal vivo con proiezioni tratte dai film, selezionate dallo stesso Tim Burton.

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La loro collaborazione non ha semplicemente prodotto temi memorabili. Ha costruito un immaginario. Da più di trentacinque anni, il cinema di Burton passa anche attraverso una grammatica sonora fatta di valzer sghembi, cori infantili, archi febbrili, fanfare da circo fantasma, melodie dolcissime attraversate da qualcosa che non torna mai del tutto. In quella musica il gotico non è solo buio: è tenerezza deviata, infanzia storta, desiderio di appartenenza, romanticismo per chi non ha mai trovato posto nel mondo dei normali.

Elfman lo ha detto in modo perfetto parlando del proprio lavoro: gli interessano i film che sono “molto” qualcosa. Molto oscuri, molto romantici, molto assurdi, molto sinistri, molto intimi. Non il genere, ma l’eccesso emotivo. Non l’horror in sé, ma il punto in cui la paura comincia a cantare. Non il mostro come maschera, ma come forma possibile della malinconia.

Per questo ridurlo a “compositore di Tim Burton” sarebbe comodo, ma ingiusto. Certo, quella con Burton resta una delle alleanze artistiche più iconiche del cinema pop moderno. Ma Elfman è anche il compositore di Sam Raimi, da Darkman a Spider-Man, fino a Doctor Strange nel Multiverso della Follia e al recente Send Help. È l’autore che ha lavorato con Gus Van Sant per Will Hunting – Genio ribelle e Milk. È la firma dietro Men in Black, le sigle de I Simpson, Desperate Housewives.

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E poi c’è l’altro Elfman, quello che impedisce alla biografia di chiudersi in una sola etichetta: ex frontman degli Oingo Boingo, compositore sinfonico, performer da festival, autore di concerti per violino, violoncello, percussioni, creatore di musica per il palcoscenico e per parchi tematici. Uno che può passare dalla sala da concerto alla chitarra elettrica. La contraddizione tra cultura alta e cultura pop non lo sfiora neanche.

Anche il presente lo conferma. Elfman ha recentemente composto la colonna sonora di Dracula: A Love Tale di Luc Besson, riportando il vampiro non tanto nella zona dell’orrore quanto in quella dell’amore impossibile, della fedeltà trasformata in maledizione. Per lui le migliori storie d’amore sono malinconiche, perdute, non corrisposte. I suoi temi restano addosso non perché accompagnino l’immagine.

Roma, in questo senso, non ospita soltanto un concerto di colonne sonore. Ospita un pezzo di memoria collettiva. Chiunque abbia visto anche solo una volta Jack Skellington camminare tra le lapidi, Batman emergere dalla notte, Edward guardare il mondo con mani impossibili, sa che la musica di Elfman non fa da sfondo. Apre una porta. Dentro ci sono i freak, gli eccentrici, i bambini spaventati, gli innamorati tragici, le creature che non assomigliano a nessuno e proprio per questo diventano indimenticabili.

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Forse è questo il segreto di Danny Elfman: non ha reso i mostri più umani. Ha reso il pubblico capace di riconoscersi in loro.

Quando: 1 luglio 2026
Dove: Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma
Cosa:Danny Elfman’s Music from the Films of Tim Burton
Con: Orchestra Roma Sinfonietta
Evento: Roma Summer Fest 2026
Nota: data unica italiana
Biglietti: disponibili su TicketOne

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