Come studiare gli alberi con i cubesat: la reazione alla crisi climatica

Uno studio utilizzando cubesat ha rivelato che il calore urbano potrebbe non essere il principale fattore per l'anticipo della fase di rinverdimento degli alberi, sfatando precedenti credenze.

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23 Giugno 2023 - 09.11


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I cubesat, satelliti miniaturizzati delle dimensioni di una scatola di scarpe, sono protagonisti di uno studio sulla reazione degli alberi all’innalzamento delle temperature causato dalla crisi climatica.

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Lo studio, intitolato “Canopy composition drives variability in urban growing season length more than the heat island effect”, è stato pubblicato sulla rivista internazionale Science of the Total Environment, specializzata nelle scienze ambientali.

Un team di scienziati statunitensi, coordinato dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell’American University di Washington D.C., ha condotto l’indagine utilizzando sia misurazioni in loco che dati provenienti dai cubesat. Questi dati sono stati ritenuti più adatti per ottenere misurazioni precise sulle singole piante rispetto ad altre acquisizioni su larga scala effettuate da altri satelliti.

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I ricercatori hanno analizzato la situazione a Washington, ma ritengono che i dati provenienti dai cubesat e la metodologia utilizzata nello studio possano essere applicati anche alla vegetazione di altre regioni o continenti, in diversi contesti urbani e rurali.

Hanno esaminato immagini satellitari di oltre 10.000 alberi urbani raccolte nel periodo 2018-2020, prendendo in considerazione 29 specie diverse di alberi a foglia larga e a foglia caduca. Lo scopo era capire se il calore urbano potesse influenzare il ciclo di vita degli alberi durante le diverse stagioni. L’ambiente urbano è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici, che possono portare a diverse conseguenze, tra cui il fenomeno delle “isole di calore”. Questo effetto si verifica quando le superfici impermeabili intrappolano il calore e lo irraggiano, causando un aumento delle temperature fino a 2-3 gradi rispetto alle zone rurali.

Analizzando centinaia di immagini raccolte quasi giornalmente, gli scienziati hanno monitorato il momento in cui gli alberi ritornano a sviluppare foglie in primavera e quando le perdono in autunno. Hanno anche considerato i dati relativi al luogo in cui si trovano gli alberi, come la temperatura dell’aria, per valutare l’eventuale influenza su questi cicli stagionali.

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I risultati dello studio suggeriscono che il calore potrebbe non essere un fattore determinante per l’anticipo della fase di rinverdimento degli alberi in primavera, a differenza di quanto si credeva in precedenti studi. Il team di ricerca ritiene che comprendere il comportamento delle specie vegetali nelle aree urbane e rurali sia di fondamentale importanza per sviluppare modelli informatici migliori in questo specifico campo di studio.

Secondo Michael Alonzo, docente di Scienze Ambientali presso l’American University e primo autore dello studio, “se vogliamo capire se una specie o una pianta sta modificando le fasi del suo ciclo di vita, dobbiamo fare un lavoro migliore concentrandoci sugli alberi singoli e sulla loro interazione con l’ambiente circostante”.

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