Come Andrea Camilleri regalò "u cuntu" della vita a un bambino cieco

Il racconto, commovente, dell'amico più caro di Camilleri, lo scrittore Salvatore Silvano Nigro, su un pomeriggio in cui il maestro passò due ore al telefono con un suo piccolo fan senza vista

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri
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18 Luglio 2019 - 15.16


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Chi non l’avesse sentito a Radio1, ecco quel che ha raccontato Salvatore Silvano Nigro a proposito di come era fatto Andrea Camilleri. Nigro, scrittore e letterato, era probabilmente la persona più vicina a Camilleri. Il suo aneddoto: 
Teatro Greco di Siracusa pieno all’inverosimile per Tiresia, portato in scena dallo scrittore. Alla fine di una serata di grande emozione e irripetibile, per Camilleri è un’ovazione. Nel pubblico c’è un ragazzino di 11, 12 anni, cieco. Felice di aver vissuto quell’evento. Conosce Camilleri perchè glielo leggono gli amici, i familiari. Chiede a Salvatore Nigro di potersi avvicinare allo scrittore, di conoscere Camilleri. Nigro ci prova, ma la ressa è tanta, non ci riesce. Alla fine Nigro lascia però a Camilleri il nome e il numero telefonico della famiglia del bambino. Il giorno successivo lo scrittore chiama il ragazzino e resta con lui al telefono per due ore, parlando della vita e del futuro, probabilmente di come si possa vedere tanto pur non avendo la vista. Alla fine, lo invita a casa. Lì il magico incontro, con Camilleri che regala al piccolo “u cuntu” della vita.

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O. Dis.

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