Dieta e cuore: non conta solo quanto si mangia, ma cosa

Una nuova ricerca di Harvard osserva l’effetto dei regimi alimentari sul quadro cardiovascolare.

Dieta e cuore: non conta solo quanto si mangia, ma cosa
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22 Marzo 2026 - 21.18 Culture


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Quando si affronta una dieta, non bisogna prestare attenzione soltanto a cosa mangiare, ma anche alla qualità del cibo. Il regime alimentare può favorire il dimagrimento, ma non bisogna sottovalutare eventuali effetti sulla salute del cuore. Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health porta alla luce gli effetti dei regimi alimentari sul quadro cardiovascolare dell’individuo. Non sono le calorie a incidere maggiormente, ma la qualità dei micronutrienti.

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Il professore Zhiyuan Wu, autore dello studio e ricercatore presso il Dipartimento di Nutrizione dell’ateneo statunitense, dichiara: “Negli Stati Uniti, negli ultimi due decenni, le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi sono state ampiamente promosse per il controllo del peso e la salute metabolica, ma i loro effetti sul rischio di malattie cardiache sono rimasti poco chiari”. “I nostri risultati contribuiscono a sfatare il mito secondo cui la semplice modulazione dell’assunzione di carboidrati o grassi sia di per sé benefica e dimostrano chiaramente che la qualità degli alimenti che compongono le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi è l’aspetto più importante per la salute del cuore”, afferma l’esperto.

Studi precedenti hanno dimostrato che le diete che privilegiano fonti sane di carboidrati e grassi, come cereali integrali, frutta e verdura, sono associate a un minor rischio di cardiopatia coronarica. I ricercatori di Harvard sono partiti da questi studi e si sono concentrati sulle diete a basso contenuto di carboidrati e grassi. Per questa ricerca sono stati utilizzati i dati relativi all’alimentazione di quasi 200.000 uomini e donne.

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La ricerca ha evidenziato che le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi, ricche di alimenti vegetali e povere di prodotti di origine animale e carboidrati raffinati come pane bianco, pasta non integrale e riso, sono associate a un minor rischio di malattie cardiache. Quelle, invece, ricche di carboidrati e ad alto contenuto di grassi sono state associate a un rischio maggiore. Tuttavia, ciò che incide maggiormente è la qualità dei macronutrienti che compongono queste diete, e non la quantità.

I regimi alimentari con pochi carboidrati e grassi, che privilegiano carboidrati di alta qualità e fonti vegetali, sono associati a un rischio di cardiopatia coronarica inferiore di circa il 15%. Al contrario, le stesse diete, ma con un maggiore apporto di carboidrati raffinati, proteine e grassi di origine animale, risultano associate a un rischio più elevato. Nell’analisi dei campioni di sangue, i ricercatori hanno anche scoperto che le versioni più salutari dei programmi poveri di carboidrati e grassi sono abbinate a un miglioramento dei biomarcatori cardiovascolari, come livelli più elevati di colesterolo HDL (colesterolo “buono”) e valori più bassi di trigliceridi.

“Per medici, dietologi e pazienti, il nostro studio suggerisce che promuovere un modello alimentare complessivamente sano, piuttosto che una rigida restrizione dei macronutrienti, dovrebbe essere una strategia centrale per la prevenzione primaria delle malattie cardiache”, sintetizza Qi Sun, professore associato presso i Dipartimenti di Nutrizione ed Epidemiologia.

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