Piazzapulita: Orsini contro Nathalie Tocci e Mario Calabresi su Putin e Ucraina

A Piazza Pulita Alessandro Orsini, professore associato nel Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss, dopo le polemiche che il mancato pagamento di Cartabianca.

Piazzapulita: Orsini contro Nathalie Tocci e Mario Calabresi su Putin e Ucraina
Alessandro Orsini
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24 Marzo 2022 - 23.33


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A Piazzapulita volano gli stracci. “Su di me menzogne e calunnie, tra queste quella secondo cui sarei avido: da quando sono venuto l’ultima volta a Piazza Pulita, il 3 marzo scorso, ho rinunciato a 30mila euro di compensi. Di tutte le trasmissioni che mi avevano offerto un compenso economico, ho accettato Carta Bianca, che mi offriva il più basso. Le mie analisi sulla guerra in Ucraina hanno toccato consorterie potenti che si stanno coalizzando per colpirmi: innanzitutto il governo, di cui sono stato sostenitore e teorico”.

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Lo ha detto a Piazza Pulita Alessandro Orsini, professore associato nel Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss, dopo le polemiche che il mancato pagamento di Cartabianca.

“Ho sempre sostenuto il governo Draghi quando ha fatto delle politiche di pace – continua – ad esempio in Libia quando si rifiutò di dare le armi a Tripoli, per non creare una escalation militare. Tuttavia in Ucraina ha fatto una scelta opposta: questo perché il governo italiano non vuole che scoppi l’inferno in Libia, altrimenti l’Italia sarebbe travolta, mentre l’Ucraina è lontana. Non mi reputo una vittima, ma non ho paura di ci mi attacca. Come il Corriere della Sera – prosegue Orsini – che mi ha messo in bocca parole che mai ho pronunciato. Ha scritto sul sito che non ho mai chiaramente condannato Putin, una grandissima menzogna, io ho sempre fermissimamente l’invasione di Putin, ho sempre detto che Putin è l’aggressore e che Zelensky è l’aggredito e che sono totalmente schierato con l’Ucraina”.

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 “Mi hanno accusato di avere rapporti con il Cremlino perché sul sito di cui sono direttore sono usciti in epoca pandemica, e prima che fosse testato il vaccino, degli articoli sul vaccino della Russia. Era una notizia geopolitica rilevantissima e il mio sito pubblicava notizie su tutti i paesi che lavoravano sullo sviluppo del vaccino perché il vaccino non c’era. Non era un elogio dello Sputnik, solo dati molto tecnici. Ho viaggiato tanto nella mia vita, ma non ho mai messo piede in Russia, non ho mai avuto un amico russo. Tutte le volte che sono stato invitato da ambasciatori a Roma a pranzo o a cena ho sempre detto di no a tutti”.

“Con grandissimo orgoglio ho lavorato per il mio Paese quando c’era il rischio di un attentato dell’Isis, ho lavorato per il governo italiano in maniera pubblica, sono stato nominato membro della commissione per lo studio della radicalizzazione jihadista, ho servito il mio paese in maniera trasparente- precisa Orsini – ho fatto parte di questa commissione diretta da Marco Minniti. Non sono un agente segreto”. “La mia cultura politica è un coacervo di contraddizioni – conclude il professore – ho avuto una prima educazione francescana, sulla quale poi si sono impiantate le culture del socialismo e del liberalismo. Se mi dovessi definire direi che sono un socialista liberale, sono cresciuto in Cgil nel movimento giovanile, poi prima della laurea ho chiuso completamente con la politica, non ho mai avuto contatti con i partiti politici nonostante sia stato contattato tante volte. Ho fatto solo lo studioso: mi sento un uomo di sinistra schifato”.

“Su di me menzogne e calunnie, tra queste quella secondo cui sarei avido: da quando sono venuto l’ultima volta a Piazza Pulita, il 3 marzo scorso, ho rinunciato a 30mila euro di compensi. Di tutte le trasmissioni che mi avevano offerto un compenso economico, ho accettato Carta Bianca, che mi offriva il più basso. Le mie analisi sulla guerra in Ucraina hanno toccato consorterie potenti che si stanno coalizzando per colpirmi: innanzitutto il governo, di cui sono stato sostenitore e teorico”.

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“Ho sempre sostenuto il governo Draghi quando ha fatto delle politiche di pace – continua – ad esempio in Libia quando si rifiutò di dare le armi a Tripoli, per non creare una escalation militare. Tuttavia in Ucraina ha fatto una scelta opposta: questo perché il governo italiano non vuole che scoppi l’inferno in Libia, altrimenti l’Italia sarebbe travolta, mentre l’Ucraina è lontana. Non mi reputo una vittima, ma non ho paura di ci mi attacca. Come il Corriere della Sera – prosegue Orsini – che mi ha messo in bocca parole che mai ho pronunciato. Ha scritto sul sito che non ho mai chiaramente condannato Putin, una grandissima menzogna, io ho sempre fermissimamente l’invasione di Putin, ho sempre detto che Putin è l’aggressore e che Zelensky è l’aggredito e che sono totalmente schierato con l’Ucraina”.

Poi battibecchi con Nathalie Tocci e Mario Calabresi anche accesi.

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