20 anni di Facebook: un gigante digitale tra luci e ombre

Da piattaforma studentesca a gigante dei social media, le sfide attuali e il ruolo di Meta nel plasmare il futuro digitale. Riflessione con Tiziano Bonini, docente di mass media, cultura digitale e società presso l’Università di Siena.

20 anni di Facebook: un gigante digitale tra luci e ombre
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13 Febbraio 2024 - 12.31 Culture


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di Francesca Anichini

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Il 4 febbraio 2024 ha segnato un anniversario significativo per il panorama digitale: vent’anni di Facebook. Non solo celebra il successo di una piattaforma che ha trasformato radicalmente il modo in cui interagiamo e comunichiamo, ma offre anche l’opportunità di riflettere sulle profonde implicazioni che il suo sviluppo ha avuto sulla società contemporanea.

Ne abbiamo parlato con Tiziano Bonini, sociologo esperto di mass media, cultura digitale e società al fine di comprendere il percorso che ha portato Facebook dall’essere una piattaforma di connessione per studenti universitari a trasformarsi in un gigante dei social media con oltre 3 miliardi di utenti, contribuendo a modellare il nostro panorama politico, sociale ed economico. La conversazione completa è disponibile alla fine di questo articolo.

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“Come ci arriva Facebook a questo compleanno? Ci arriva da mass media, cioè se noi fossimo nel ‘74 e volessimo parlare della televisione italiana, dopo vent’anni ci arriva essendo diventata un mezzo di comunicazione di massa. Non lo era quando è nata, lo era vent’anni dopo e Facebook è la stessa cosa. Siamo nello stesso momento storico, dopo vent’anni, è diventato un mezzo di comunicazione di massa importante quanto la televisione.” così è iniziata la nostra conversazione con Tiziano Bonini.

Infatti, se noi lo confrontiamo con la televisione italiana, vent’anni dopo la sua nascita, emergono interessanti parallelismi; perché proprio come la televisione, che è maturata nel tempo diventando un potente mezzo di comunicazione di massa, anche Facebook ha attraversato una simile evoluzione. Dai suoi inizi come piattaforma di connessione per studenti universitari, è cresciuto fino a diventare un gigante con oltre 3 miliardi di utenti, tanto quanto la televisione.

Tuttavia, non tutto è roseo per il popolare social network. Se da un lato ha raggiunto una popolarità e una rilevanza equiparabile alla televisione, dall’altro ha attirato una serie di critiche e controversie. Come afferma Tiziano Bonini sono evidenti alcune delle sfide che Facebook deve affrontare “in questi anni ha raccolto soprattutto critiche per la diffusione di specie di disinformazione, per i pericoli che pone alla privacy, ai dati degli utenti, costantemente sotto le critiche ed è messa in discussione da diversi tipologie di attori istituzioni, Unione europea, partiti, governi e gli stessi utenti”

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È importante notare che il panorama degli utenti di Facebook sta subendo cambiamenti significativi. Come ci dice Bonini i giovani utilizzano sempre meno questa piattaforma, preferendo altri mezzi di comunicazione, per cui la fascia di età più attiva su Facebook si è spostata dai 45 anni in su, il che indica un cambiamento demografico nel pubblico che utilizza questo social network. Questa tendenza solleva ulteriori domande sulla capacità di Facebook di rimanere rilevante e coinvolgere le generazioni più giovani, nonché sulle implicazioni di questo spostamento demografico per il panorama digitale e sociale nel suo complesso.

Dall’intervista emerge però un ulteriore tema di fondamentale importanza la regolamentazione di queste tecnologie. Sebbene si parli di regolamentazione da anni, poche normative internazionali sono riuscite a imporre vincoli significativi a queste aziende. Solo l’Unione Europea, con il suo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), ha fatto progressi tangibili nel regolare le pratiche delle grandi società tecnologiche. Pertanto, i vent’anni di Facebook segnano non solo un traguardo per il social network, ma anche un momento di riflessione critica sulla direzione del mondo digitale.

Di seguito è disponibile la conversazione completa.

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Intervista a Tiziano Bonini, sociologo esperto di mass media, cultura digitale e società.
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