Pirateria e Ai, le difficoltà del mondo dell'editoria

I dati della ricerca condotta da Ipsos Doxa confermano un uso diffuso delle piattaforme Ai e una scarsa informazione sull'illegalità di alcune attività

Pirateria e Ai, le difficoltà del mondo dell'editoria
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

12 Febbraio 2026 - 15.18 Culture


ATF AMP

È stata presentata a Roma, durante un convegno organizzato da ‘Gli Editori’ (accordo di consultazione e azione comune di Aie e della Federazione Italiana Editori Giornali), la ricerca sulla pirateria nel mondo del libro nel 2025 contenuta nella ricerca richiesta dall’Associazione Italiana Editori (Aie) a Ipsos Doxa.
I risultati evidenziano dati preoccupanti in un settore che subisce sempre di più la ‘concorrenza’ dell’intelligenza artificiale’

Top Right AMP

I dati ci dicono che ad utilizzare l’IA è il 64% della popolazione con più di 15 anni, il 79% degli universitari – per l’elaborazione dei materiali di studio – e il 55% dei liberi professionisti per contenuti professionali.


Dalla ricerca emerge la capillare diffusione dell’utilizzo dell’IA per la rielaborazione di libri di lettura, testi universitari e materiali di lavoro: il 12 % degli over 15 dichiara di aver utilizzato rielaborazioni fatte con AI ottenute da altri utenti, e la percentuale sale al 58% tra gli studenti universitari. Questi materiali sono ottenuti ponendo domande all’IA o caricando direttamente i materiali protetti dal diritto d’autore.
Anche i professionisti utilizzano queste modalità, Il 22% infatti ha affermato di utilizzare l’AI per i contenuti editoriali professionali.

Dynamic 1 AMP

Alto è l’indice di gradimento, superiore al 70%. Il 45% di chi utilizza le rielaborazioni per libri di lettura le conserva dopo averle lette, il 36% le condivide con altri utenti. Per i testi universitari invece il 60% li conserva e il 22% li condivide. Si abbassano le percentuali per il mondo del lavoro dove il 45% li conserva e il 20% li condivide.

Non è ancora diffusa invece la consapevolezza sul diritto d’autore e sul reato di pirateria: solo il 34% degli italiani con più di 15 anni, il 38% degli studenti universitari e il 42% dei liberi professionisti è consapevole del fatto che caricare contenuti protetti dal diritto d’autore sulle piattaforme IA senza i dovuti permessi è illegale. Cresce rispetto agli anni precedenti (58% del 2023 e al 61% del 2021 e del 2019) la percentuale del campione che definisce la pirateria un reato grave (63%) toccando il tasso più alto da quando sono state avviate le rilevazioni. Sale al 40% (rispetto al 30% del 2023) la consapevolezza di una probabilità dell’essere scoperti e sanzionati.

Il valore delle vendite totale che la pirateria ha tolto al mondo del libro nel 2025 è di 722 milioni di euro (30% del mercato complessivo). Se si calcolano tutti i servizi correlati come logistica e altri servizi, la perdita è di quasi 2 miliardi, e per il fisco 313 milioni.

Dynamic 1 AMP

Questo si traduce anche nella sottrazione di posti di lavoro, si tratta di 4.500 persone nel mondo del libro, 11.500 posti con l’indotto.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini ha affermato: “Dobbiamo continuare a lavorare sul contrasto alla pirateria editoriale facendo rendere conto i cittadini tutti, dai meno giovani ai più giovani, di quello che è questo reato. Penso che dobbiamo lavorare molto sul mondo degli influencer. Perché sappiamo che ci sono persone seguite da molti giovanissimi che addirittura illustrano come si possano utilizzare gratuitamente questi strumenti per esempio per trovare un libro, per ricevere una sintesi di un libro, per ricevere parti di un libro e quindi danno gli strumenti per commettere un reato”.

E ancora “dovremmo cercare di coinvolgere queste persone al racconto contrario, a quanto sia importante valorizzare quel contenuto che è un contenuto che si paga. Perché c’è questo elemento fondamentale, l’inversione della filosofia web per il quale tutto è disponibile e tutto è gratuito”

Dynamic 1 AMP

È dunque importante per Barachini “invertire gradualmente la tendenza soprattutto dei più giovani, che siccome un contenuto ha un costo, e a volte è un costo che non è neanche piccolo perché paga tutta una filiera delle persone che lavorano per quel prodotto, è giusto trovare una strada alternativa. No, non è giusto. È un danno che si fa in quel momento, è un danno che si fa in prospettiva. Io sono disponibile e attivo a continuare questa campagna, che è una campagna con la quale noi riusciremo a proteggere il futuro del nostro settore, che ha una ricaduta occupazionale molto importante”.

Il presidente dell’Associazione italiana editori (Aie), Innocenzo Cipolletta ha sottolineato che: “Il livello della pirateria resta drammaticamente alto e produce danni enormi”. Proseguendo poi “E’ emersa un’importante novità: accanto ai comportamenti illegali storicamente radicati, che ben conosciamo e che da sempre cerchiamo di contrastare, oggi ci troviamo di fronte a una nuova sfida, data dall’impatto dell’uso improprio dell’Intelligenza Artificiale. Gli strumenti oggi a nostra disposizione ci consentono di contenere, almeno in parte, i danni prodotti da quella che continuiamo a definire pirateria ‘tradizionale’, pur nelle forme sempre nuove con cui si manifesta. Siamo convinti che alcuni piccoli aggiustamenti agli strumenti esistenti potrebbero tradursi in miglioramenti significativi, rendendo l’azione di contrasto ancora più efficace. Penso ad esempio alla possibilità di intervenire sulle piattaforme di messaggistica e al rafforzamento delle misure di oscuramento dei siti pirata, abbinando al blocco, già in uso, del DNS, ovvero il nome del sito che digitiamo nella barra del browser, anche il blocco del relativo IP, cioè il codice numerico univoco che identifica ogni sito e dispositivo connesso alla Rete”

Non viene nascosta comunque l’opportunità data dall’IA: “Sappiamo, infatti, che larga parte degli editori già la utilizza abitualmente nei propri processi. Ma bisogna portare alla luce anche tutte le criticità legate alle modalità di creazione e di utilizzo di questi sistemi. È noto che in moltissimi casi l’addestramento degli algoritmi è stato fatto con milioni di libri prelevati da fonti pirata e, soprattutto negli USA, questo ha comportato l’apertura di vari fronti giudiziari. L’indagine Ipsos Doxa certifica inoltre come l’impiego dell’IA per la realizzazione di riassunti e compendi che di fatto sostituiscono i libri originali sia in costante crescita, soprattutto tra gli studenti universitari. Un dato che apre interrogativi non solo economici e giuridici, ma anche culturali” e ancora “è necessaria una strutturata campagna di educazione alla lettura e alla legalità, che possa riaffermare il valore del libro e del lavoro intellettuale: l’utilizzo di contenuti prodotti da sistemi IA richiede grande cautela, e presenta rischi sulla qualità dell’istruzione e della formazione che dobbiamo richiamare con grande forza. Dall’altro, è indispensabile un’attenzione rigorosa all’attuazione dell’AI Act. Non si può correre il rischio di vedere vanificate le tutele disposte dalla normativa, in particolare in tema di obblighi di trasparenza a carico di chi fornisce i sistemi e desidera operare nei mercati europei. Su questo fronte è necessario che siano garantiti controlli efficaci, chiarezza sugli obblighi e piena applicazione delle norme”

Dynamic 1 AMP

Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti lancia un appello: “In questi vent’anni tra internet, social e adesso l’intelligenza artificiale è un far west che non è stato ancora regolamentato. Chiediamo al governo, al Parlamento e alle istituzioni che si prendano delle decisioni, che si cerchino di creare le condizioni di una nuova legge che possa ricevere tutti questi cambiamenti epocali che non possono riflettersi ancora in una legge dell’editoria che è del 1981. Abbiamo bisogno che l’informazione sia veritiera. Sappiamo infatti che il 51% delle notizie che girano sono false. Questo è un momento epocale in cui intervenire in questo settore”

Uno sguardo poi agli addetti ai lavori: “Per gli editori i problemi legati alla pirateria si distinguono in tre fasi: la prima è cartacea; la seconda è digitale; la terza riguarda le risorse economiche. Per quanto riguarda la carta per me la pirateria consiste anche nel fatto che, per una copia venduta, dieci sono i lettori. Questo cosa vuol dire? Che la gente legge il giornale praticamente al bar. Questo per me è anche pirateria, ovvero la condivisione della gente che legge il giornale ma non lo compra. Poi c’è la situazione della parte digitale: sappiamo benissimo che ci sono siti come Telegram e WhatsApp che dopo il Covid, dopo il 2019, sono esplosi”.

Per quanto riguarda invece economia e risorse: l’informazione ormai si divide tra informazione di qualità e intrattenimento, ma gli utenti non hanno più la percezione di questa divisione perché tutto si mischia. Nessuno di noi ormai quando naviga su internet capisce più se quello che sta leggendo è vero o falso, quindi ci vuole una netta distinzione tra l’informazione di qualità e l’intrattenimento. Perché per l’intrattenimento tutti privilegiano il click che rende più soldi, l’informazione invece non rende così tanto”

Dynamic 1 AMP

Infine Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera ha affermato: “promuoverò un incontro tra l’Aie e la conferenza dei Rettori per chiedere che quest’ultima si impegni per tutte le università italiane a stanziare dei fondi interni per campagne di sensibilizzazione che devono essere diffuse insieme all’orientamento alle matricole e ogni anno in generale all’interno degli Atenei. Sono lo strumento e il contesto più giusto per collaborare all’applicazione e al rispetto di una legge nazionale dello Stato che va a tutelare gli editori che vedono nel settore dell’editoria universitaria il danno più efficace, nonostante la legge sulla pirateria anche editoriale si continui a dimostrare una legge efficace perché, da come risulta da questa rivelazione, c’è stata una diminuzione degli atti di pirateria nel contesto editoriale universitario”.

FloorAD AMP
Exit mobile version