Indicato da molti dei profughi ascoltati dagli investigatori, il Capitano dell’imbarcazione andata a fuoco e affondata, Khaled Ben Salem, tunisino di Sfax, è stato fermato e accusato formalmente di omicidio plurimo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e naufragio. Polizia e carabinieri lo hanno prelevato all’interno del Centro di accoglienza dell’isola, dove era attentamente sorvegliato, e trasferito nel carcere di Agrigento.
L’assistente del Capitano, invece, non è ancora stato trovato: probabilmente si trova ancora all’interno del centro di accoglienza. I due venivano chiamati dai profughi che si trovavano sul barcone della morte White Man.
Il provvedimento di fermo è stato firmato dal procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, dall’aggiunto, Ignazio Fonzo e dal pm Minardi. A incastrare lo scafista i racconti dei sopravvissuti che non hanno avuti dubbi nel riconoscere Khaled Ben Salem; secondo gli investigatori faceva parte di una organizzazione libica che gestisce il traffico di uomini dalle cost libiche a quelle italiane.
