E’ un pozzo senza fondo il caso Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo. A una settimana di distanza dall’arresto del vicepresidente Roberto Helg ( dagli arresti domiciliari si è dimesso da ogni incarico ) sarebbero già 14 le persone finite sotto indagine. In particolare, gli inquirenti vogliono fare luce sulle consulenze e sull’affidamento dei servizi e i lavori sulle piste.
Si indaga anche sugli appalti per l’ammodernamento dell’aerostazione. Il sospetto è che a dominare sia stata un’associazione a delinquere. Nel mirino c’è anche Carmelo Scelta, il direttore generale. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un “tavolino” per l’assegnazione degli appalti al quale si sarebbero seduti Roberto Helg e altre persone. Attorno ad un tavolo, si sarebbero decisi appalti e tangenti.
Un pozzo senza fondo che, partendo da Palermo e dalla breccia aperta dalla vicenda Helg, si potrebbe allargare, indagando che se esista un sistema nazionale per la ripartizione dei ricchi appalti che lievitano attorno alle piste aeroportuali italiani: piste, appunto, ampliamento degli scali, servizi, sistemi di sicurezza, spazi espositivi e commerciali. Un affare da capogiro che spesso, saltando da scalo aereo in scalo aereo, vede comparire gli stessi protagonisti, le stesse ditte “specializzate”. Con proprietà qualche volta riconducibile a famiglie mafiose e ambienti oscuri.
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