Fiaccolata per Giulio: i dubbi sull'inchiesta

Il corteo sotto una intensa pioggia è partito dal Municipio di Fiumicello in provincia di Udine. Intanto crescono i dubbi sull'uccisione di Giulio.

In duemila sotto la pioggia per ricordare Giulio Regeni
In duemila sotto la pioggia per ricordare Giulio Regeni
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7 Febbraio 2016 - 18.55


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Circa duemila persone stanno partecipando stasera alla fiaccolata in memoria di Giulio Regeni a Fiumicello, in provincia di Udine. Il lungo corteo sotto una intensa pioggia è partito dal Municipio per raggiungere il vicino centro polifunzionale dove si terranno brevi interventi.

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Al centro polifunzionale, frequentato anche da Giulio, nonostante la pioggia si stanno alternando gli interventi del sindaco dei giovani – carica coperta fa Giulio quando aveva dodici anni – del parroco don Luigi Fontanot, che ha anche letto il messaggio dell’arcivescovo di Gorizia, Redaelli.

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Intanto dall’esame autoptico è emerso che il ricercato italiano ucciso al Cairo, non sarebbero emersi segni di abusi o di violenze sessuali subiti dal giovane. Regeni è morto per un colpo ricevuto in testa. Il ragazzo ha però subito un forte pestaggio.

E’ morto per la frattura di una vertebra cervicale provocata da un violento colpo al collo o da una torsione indotta della testa oltre il punto di resistenza Giulio Regeni, il ricercatore friulano il cui cadavere è stato trovato in Egitto giovedì scorso. E’ quanto è emerso dall’autopsia, conclusasi poco prima di mezzanotte, sul giovane. L’equipe di medici legali coordinati da Vittorio Fineschi, ha riscontrato sul giovane i segni di un violento pestaggio e numerose abrasioni e lesioni, tuttora oggetto di analisi così come il colpo al capo che ha provocato il decesso. Il cadavere è stato sottoposto ad una tac, ad un esame tossicologico ed a radiografie. Il rapporto medico-legale egiziano, invece, “sarà completato in dieci giorni”. Un rapporto preliminare è stato già rivelato da media locali: si parla di “contusioni su tutto il corpo, un taglio all’orecchio” (vengono utilizzati termini che lasciano intendere un pezzo di padiglione auricolare mancante), “tracce di sevizie, un’emorragia interna e una frattura del cranio che ha causato l’emorragia interna provocando la morte”.

Ancora incertezza sulla data della morte. Nel corso dell’esame autoptico sul cadavere di Giulio Regeni, eseguito ieri, non è stato possibile stabilire con certezza la data della morte del giovane. Sono stati valutati – secondo quanto si apprende – i primi fenomeni di trasformazione del cadavere e si attende ora l’esito di esami di laboratorio, che potranno durare anche più giorni, per fornire al pm, con significativo margine di approssimazione, la data della morte di Giulio Regeni: elemento, peraltro, ritenuto di particolare rilievo per la ricostruzione della vicenda.

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