Brasile, la Corte Suprema sblocca il film Netflix su Gesù gay: "La religione non può censurare la satira"

La motivazione della sentenza: "Non si può pensare che un film umoristico mini la fede dei brasiliani in una religione che ha oltre 2000 anni"

La prima tentazione di Cristo
La prima tentazione di Cristo
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10 Gennaio 2020 - 15.58


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Passo indietro sul discussissimo film di Netflix ‘La prima tentazione di Cristo’, sotto l’attacco dei cattolici oltranzisti brasiliani per aver rappresentato in chiave umoristica un Gesù omosessuale: ieri un giudice di Rio aveva bloccato il film sulla piattaforma di Netflix per ‘rispetto alla maggioranza dei brasiliani, di fede cattolica’, ma oggi la Corte Suprema brasiliana ha annullato la sentenza, sostenendo che “non si può supporre che una satira umoristica abbia la capacità di indebolire i valori della fede cristiana, la cui esistenza è attestata in più di duemila anni e in cui crede la maggioranza dei cittadini brasiliani”. 
Il primo stop decretato dal giudice Benedicto Abicair era stato accolto dalla casa di produzione del film, la Porta dos Fundos, come “un atto di censura, violenza, illegalità, autoritarismo”. Nel corso del periodo natalizio la sede della società era stata oggetto addirittura di un lancio di molotov ed era partita una campagna da parte dei cristiani che erano riusciti a raccogliere, con una petizione, due milioni di firme per fermare il prodotto. 
Nella polemica non aveva fatto mancare il suo contributo il presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, il quale aveva affermato che avrebbe preferito avere un figlio morto che un figlio gay. E il figlio, Eduardo Bolsonaro, in un tweet aveva definito il film di Netflix come “immondizia”.

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