Ricordiamo a Salvini: frenare l'immigrazione non è reato, sequestrare le persone sì

Salvini fa la vittima, ma non gli si contesta di aver 'frenato l'immigrazione', cosa peraltro non vera, ma di aver rifiutato l'accoglienza a delle persone in difficoltà

Migranti a bordo della Gregoretti
Migranti a bordo della Gregoretti
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globalist Modifica articolo

14 Gennaio 2020 - 13.59


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“Se sono secondo il Pd un criminale me lo dicano domani, l’Italia deve sapere se Salvini è un criminale o è un Ministro che ha difeso il suo Paese”. 
Salvini è un maestro nell’organizzare psicodrammi: adesso vuole far credere al suo elettorato che il Pd vuole farlo passare per un criminale, perché ha frenato l’immigrazione. Allora diciamola tutta: Matteo Salvini non è sotto processo per aver ‘frenato l’immigrazione; è accusato di sequestro di persona, che è ben altra cosa. È accusato di aver tenuto per cinque giorni i migranti a bordo della Gregoretti, una nave – ricordiamolo – militare italiana nel pieno adempimento dei propri doveri. Cinque giorni in cui quelle persone potevano sbarcare, essere visitate, medicate, rifocillate come si fa tra persone civili, tra persone che si definiscono ‘cristiane’. 
Ed è quindi inutile che usi la scusa del “l’Europa e la Chiesa ci hanno messo cinque giorni per rispondere”: l’immigrazione massiccia è un problema, nessuno si sognerebbe di dire il contrario. Decidere dove posizionare un centinaio di migranti, tenendo presente di elementi quali separazione delle famiglie, disponibilità dei centri di accoglienza e delle risorse, non è un’operazione semplice. Certo, l’Europa è impreparata ad accogliere questa ondata, ma non è certo una novità. Ciò che si contesta, ciò che si è sempre contestato a Salvini, è la sua inumanità. È il suo cavalcare quel sentimento bestiale dei più beceri tra gli italiani che pur di non aiutare persone sofferenti in nome di una presunta ‘invasione’, preferiscono far morire donne, bambini e uomini in mare. 
Cinque giorni a bordo di una nave, dopo aver attraversato l’inferno: questo è il centro del dibattito, questa è l’accusa. Il resto sono chiacchiere vuote.

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