Don Milani, statua con una frase contro il comunismo mai pronunciata: falsità su un sacerdote che amava la Costituzione

Sotto la statua di don Milani è stata posta una targa contenente una frase che non solo non compare in alcuno degli scritti ma è incompatibile con ciò che egli ha detto e scritto nel corso della sua breve vita di predicazione

Don Milani, statua con una frase contro il comunismo mai pronunciata: falsità su un sacerdote che amava la Costituzione
Don Milani
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Rocco D'Ambrosio Modifica articolo

29 Luglio 2026 - 15.54


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“Il 31 luglio prossimo il sindaco del Comune di Vagli, in Garfagnana (Lucca), inaugurerà una bella scultura in marmo di Carrara dedicata a don Lorenzo Milani. Tutto bene, anzi benissimo, se non fosse che ai piedi della statua è stata posta una targa contenente una frase che non solo non compare in alcuno degli scritti di don Milani, ma è per diversi aspetti incompatibile con ciò che egli ha detto e scritto nel corso della sua breve vita di predicazione e insegnamento. Ecco la frase che la targa gli attribuisce, datandola 31 luglio 1966: «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi»” (a dare la notizia è Pietro Ichino sul Corriere della Sera, 24 luglio 2026).

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Cose del genere in Italia ne succedono spesso. E, come sempre, non si sa se ridere o piangere: ridere per la cialtrona ignoranza o piangere per la (da verificare) malafede nel comunicare messaggi falsi. Purtroppo una statua resta – a meno che non si corra ai ripari prima di inaugurarla – molti la vedranno e leggeranno la falsità che vi è iscritta e magari si faranno un’idea distorta di don Milani. E più piccoli o giovani saranno, tanto più sarà il danno.

Il Sindaco, o chi per lui, ha il dovere di informarsi e studiare prima di allestire monumenti che più che a Milani sono un inno all’ignoranza, escludendo ad oggi, per mancanza di prove, la cattiva fede.

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Scriveva Milani: “Io non sono un sognatore sociale e politico: io sono un educatore di ragazzi vivi, e educo i miei ragazzi vivi a essere buoni figlioli, responsabili delle loro azioni, cittadini sovrani”. Sempre e comunque, che governi la destra o la sinistra, in tempi di crisi o di crescita economica, dobbiamo educare ed educarci ad essere responsabili delle nostre azioni, in ogni ambiente e, nel contesto sociale e politico, a diventare cittadini sovrani. Oggi è un po’ più difficile perché ci governano politici di destra che sono poco fedeli alla Costituzione. Essa, per loro, è un grande “problema”. A volte citata, ma molto spesso maltrattata e tradita.

E, in questo, Milani ci insegna ad amare e onorare la Costituzione, ma anche a essere vigili su chi ci governa. Milani ha speso la sua vita per innalzare i suoi ragazzi, dalla condizione di emarginazione, alla piena consapevolezza di essere cittadini e cristiani, senza nessuna paura o sottomissione, responsabili di tutti e solidali con tutti. La vigilanza sul potere, infatti, nasce dalla coscienza di “sentirsi responsabile di tutto” e di volere che il tutto cresca e si sviluppi nella libertà e nella giustizia. La vigilanza è propria di persone mature che, oltre che con la partecipazione attiva, portano il loro contributo aiutando, con diversi mezzi, la società e le sue istituzioni a svolgere correttamente il servizio affidato loro. È un atteggiamento radicato nella coscienza, tanto da esprimere obiezioni quando si notano delle ingiustizie e battersi perché sia cambiato ciò che è ingiusto.

Il fondamento del vigilare è l’I Care – il mi sta a cuore – di don Milani. Esso parte dalla convinzione che il potere è per il bene ed ognuno deve esercitare la sua parte, perché non degeneri, per ignoranza, incuria o altro. E quando ciò succede, bisogna attivarsi, perché si corregga e ritorni alla sua funzione propria. Agendo da cittadini sovrani. 

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