Sinistra preoccupata: "Salvini tace sui legami tra leghisti e le peggiori aree naziste e naofasciste"

Loredana De Petris e gli esponenti del Pd commentano la seconda puntata dell'inchiesta di Fanpage sui rapporti tra i partiti di destra e seguaci di Mussolini e Hitler

Mario Borghezio
Mario Borghezio
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8 Ottobre 2021 - 16.31


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Che la Lega abbia sempre avuto al suo interno chi teneva i rapporti con fascisti e nazisti era chiaro.

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Ora è ancora più chiaro.
”E’ incredibile e gravissimo che il leader della Lega non senta lui per primo la necessità politica e morale di prendere le distanze e mettere alla porta quegli esponenti del suo partito che sono collegati alle peggiori aree neofasciste, razziste, antisemite. Tanto più che, come l’inchiesta di Fanpage dimostra, non stiamo parlando di anonimi militanti di base ma di dirigenti di notevole spessore, tra cui parlamentari o ex parlamentari ed europarlamentari. E’ evidente che Salvini non ha alcuna intenzione di rompere con quelle aree, che con la nostra democrazia non hanno nulla a che spartire, e ne è dunque di fatto complice”.

Così la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

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”Già le grottesche acrobazie di Giorgia Meloni per non prendere posizione sugli intrecci tra esponenti molto importanti del suo partito e le peggiori aree del neofascismo erano desolanti e molto inquietanti. Salvini però non fa nemmeno quello sforzo di equilibrismo. Si limita a tacere facendo finta di niente e, se possibile, è anche peggio”, conclude la presidente De Petris.

La preoccupazione del Pd

Salvini e Fontana prendano nettamente le distanze dagli estremisti di stampo fascista e nazista e chiariscano sui ruoli di questi personaggi nella Lega e in Regione Lombardia”. Lo chiedono il segretario del Partito Democratico in Lombardia, Vinicio Peluffo, e il capogruppo in Regione Lombardia Fabio Pizzul dopo l’inchiesta di Fanpage.

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L’inchiesta, continuano, “racconta i rapporti che intercorrerebbero tra la Lega, oltre che Fratelli d’Italia, con il mondo dell’estremismo fascista, basati sull’apporto di voti e di militanti da parte di Lealtà Azione in cambio della elezione di candidati di area. Di più, si parlerebbe anche dell’assunzione di esponenti post-nazisti nelle segreterie politiche in Regione come merce di scambio. Altro capitolo, che riguarda l’etica dell’agire politico, è la distribuzione di pacchi alimentari alle persone bisognose, peraltro non acquistati ma raccolti da un’importante associazione impegnata nella solidarietà ai più deboli, con un santino elettorale appuntato sopra”.

 

“Di fronte a tutto questo il segretario della Lega e il presidente della Regione Lombardia devono prendere nettamente le distanze, o dimostrerebbero di condividere e approvare i metodi e i contenuti delle azioni emerse dall’inchiesta”, concludono i due esponenti del Pd.

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