Quirinale, per la terza votazione i partiti cercano convergenza su un nome condiviso

Oggi sarà necessaria la maggioranza qualificata. A vuoto ieri sera il secondo scrutinio, che ha registrato un calo delle schede bianche rispetto a lunedì (527)

Quirinale, per la terza votazione i partiti cercano convergenza su un nome condiviso
Letta, Salvini, Meloni, Conte
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26 Gennaio 2022 - 10.42


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Ieri e avantieri le due fumate nere, oggi alle 11 i grandi elettori sono chiamati alla terza votazione per eleggere il capo di Stato. Dopo le due fumate nere di martedì e di lunedì, rispettivamente con 527 schede bianche su 976 votanti e 672 nella votazione di lunedì.

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Anche per il terzo scrutinio serve la maggioranza qualificata dei due terzi dei 1009 aventi diritto cioè 673 voti. Martedì la rosa di tre nomi proposti dal centrodestra è stata bocciata dal centrosinistra. Salvini annuncia: “Incontrerò tutti”.

Sospetti Pd-M5s su Salvini, torna lo ‘spettro’ voto (di Paolo Molinari, Agi)
Torna ad aleggiare lo spettro del voto fra i parlamentari del Pd e del Movimento 5 Stelle: a scandagliare gli umori dei grandi elettori che si affacciano questa mattina in Transatlantico per partecipare alla terza votazione sul Presidente della Repubblica, si percepisce un mix di sospetti e nervosismo. A turbare gli animi, oltre all’incertezza persistente sull’esito del voto, sono le mosse di Matteo Salvini e di Giuseppe Conte. Dopo il confronto fra i due, che ha portato anche ad avanzare l’opzione Frattini, affiorano sospetti sulle reali intenzioni del leader della Lega: “C’è il timore che, insistendo su un nome di centrodestra come quello di Elisabetta Casellati, miri in realtà a spaccare la maggioranza di governo e andare presto al voto, così da non dover rimanere al traino di Giorgia Meloni”, è il ragionamento che viene fatto da un Cinque Stelle. Timori condivisi anche in casa Pd, dove si osserva con crescente preoccupazione l’atteggiamento di Salvini che 2sembra voler giocare una partita tutta personale, senza pensare alle conseguenze del Paese”.

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Salvini: restiamo dialoganti ma non dimentichiamo le emergenze
“Sull’elezione del Presidente della Repubblica, la Lega si conferma forza responsabile e dialogante. Ma non possiamo dimenticare le emergenze di famiglie, artigiani e imprese: continueremo a dargli voce e siamo sicuri che il governo saprà intervenire ancora. Servono almeno 30 miliardi” dice Matteo Salvini. Il caro energia non risparmia nemmeno le storiche realtà imprenditoriali della Puglia: un’azienda del settore ittico di Lesina (Foggia) ingrassa circa 50 tonnellate annue di pesci. Rappresenta un punto di riferimento per intere generazioni di pescatori del territorio: nel luglio 2021 ha pagato 19.268 euro di bolletta, che a ottobre sono diventati 33.312 euro.

Bernini: No a veti e pregiudiziali
Noi non accettiamo né veti né pregiudiziali. I nostri nomi li abbiamo fatti. Nessuno di noi ha il potere di eleggere il presidente della Repubblica da solo, ma abbiamo qualche voto in più. Noi faremo la nostra parte. È arrivato il momento”. Lo ha detto la capogruppo di Forza Italia al Senato, Annamaria Bernini, arrivando a Montecitorio.

Castellone: No a presidente di parte
“Noi siamo stati i primi a dire che il presidente della Repubblica deve raccogliere il più ampio consenso nell’attuale maggioranza di governo, con un governo di unità nazionale non si può andare verso un presidente della Repubblica che rappresenta solo una parte della politica e dei cittadini”. Lo ha detto Mariolina Castellone, capogruppo M5s al Senato, intervenuta a Radio anch’io a Radio Rai. Quanto all’ipotesi di una candidatura della presidente del Senato Elisabetta Casellati, la capogruppo M5s ha detto: “non posso parlare di nomi, dobbiamo provare ad immaginare che si sta facendo di tutto per dare al Paese il miglior presidente possibile”. “E’ compito della politica dare un segno di responsabilità: giungere a una soluzione condivisa in tempi rapidi”.

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Incontro Salvini-Meloni-Tajani alla Camera
Incontro questa mattina negli uffici della Camera della Lega fra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Lo riferiscono fonti parlamentari. All’incontro era presente anche il leader di Noi con l’Italia, Maurizio Lupi che, assieme agli altri esponenti di centrodestra, ha preso un caffè negli uffici della Lega.

Pd-M5s-Leu verso scheda bianca alla terza votazione
L’indicazione del Partito Democratico ai grandi elettori dovrebbe essere per la scheda bianca anche per oggi, in occasione della terza votazione, l’ultima in cui è richiesta la maggioranza assoluta per l’elezione del Presidente della repubblica. Stessa indicazione sarebbe arrivata anche per Leu e M5s. Lo confermano fonti parlamentari.

Salvini: Dal centrosinistra mi attendo lealtà
“Dal centrosinistra ci aspettiamo lealtà, velocità e concretezza. Noi avevamo promesso di fare nomi senza tessere di partito. E sono un alto magistrato con carriera illuminata, un ex presidente del Senato accademico, filosofo, professore, che penso tutti stimino al di là della politica e l’attuale vice governatrice della Lombardia”. Così Matteo Salvini riproponendo ad Agorà la terna presentata ieri dal centrodestra per il Quirinale, Nordio, Moratti e Pera. “Io poi incontro tutti ma è un mese che dal centro sinistra stanno arrivando solo ‘no’”, ha continuato.

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Salvini: Se chiamata, Casellati a disposizione
“È la seconda carica dello Stato è donna e lì. Non ha bisogno che la sponsorizzi io o chiunque altro. È stata eletta dalla maggioranza dei senatori per rappresentare il Paese, sarebbe la sostituta di Mattarella nel caso in cui Mattarella si dimettesse. Quindi non ha bisogno di essere candidata: se uno la chiama, penso che sia a disposizione”. Così il segretario leghista Matteo Salvini parlando della candidatura di Maria Elisabetta Casellati ad Agorà.

Molinari: Il centrodestra può far passare il suo candidato
“Qualcosa si è mosso”, “rispetto agli scorsi giorni c’è un passo avanti importante. Noi abbiamo presentato la rosa e da parte del centrosinistra non c’è stata una chiusura pregiudiziale”. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, intervistato dalla La Stampa, conferma che per il Carroccio Draghi deve restare a palazzo Chigi e spiega che il centrodestra può far passare un suo candidato. Molinari afferma che dopo la reazione non pregiudiziale del centrosinistra “ci si può sedere attorno a un tavolo e discutere”, “i leader si vedranno finalmente. Dubito che si possa arrivare in fretta a una soluzione, credo che si inizierà a ragionare dalla quarta votazione”. Ma il centrodestra potrebbe imporre un proprio candidato? “Vediamo come andrà l’incontro tra i leader. Sappiamo che il centrodestra parte da un vantaggio e la possibilità di far passare un nostro candidato c’è. Ma è prematuro parlarne”.

Il centrodestra punta su scheda bianca anche alla terza votazione
Il centrodestra dovrebbe optare per la scheda bianca anche alla terza votazione. E’ quanto riferiscono fonti parlamentari della coalizione.

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