Conte: "No ad un aumento delle spese militari, non possiamo rispondere emotivamente in questa fase di instabilità"

Il leader M5s: "Non possiamo distrarre risorse in questo momento di grande difficoltà economica e sociale, e investire fondi straordinari nel riarmo. Noi siamo assolutamente contrari".

Conte: "No ad un aumento delle spese militari, non possiamo rispondere emotivamente in questa fase di instabilità"
Giuseppe Conte
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27 Marzo 2022 - 16.45


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Guerra in Ucraina e difesa europea, che fare?  “No a un massiccio aumento delle spese militari”. Lo ribadisce Giuseppe Conte e In Mezz’ora in Più. “Non possiamo distrarre risorse in questo momento di grande difficoltà economica e sociale, e investire fondi straordinari nel riarmo. Noi siamo assolutamente contrari”.

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“Di fronte a questo momento di instabilità non possiamo rispondere emotivamente con riarmo. Se si decide di ricorrere questa prospettiva bisognerà distrarre spese da bilancio nazionale che andranno presi da welfare o transizione ecologica, io sono contrario”.

“Il M5S non pensa assolutamente a una crisi di governo, perché dobbiamo parlare di crisi in questo momento così drammatico? Mi confronterò col premier Draghi. Siamo forza di maggioranza relativa e se si discute di qualcosa che non era nel patto fondativo di questo governo dobbiamo essere ascoltati. Se poi il governo forza la mano si assumerà le responsabilità di una fibrillazione su un tema nuovo e non compreso nel patto fondativo di questo governo”.

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E spiega così le motivazioni sulla posizione del suo movimento: “La sicurezza dei cittadini è sicurezza energetica, sociale, non possiamo buttarci a investire con fondi straordinari sul riarmo. Questa prospettiva significherebbe distrarre spese dal welfare sociale e dalla transizione ecologica e digitale”.

Questo niente ha a che vedere, precisa Conte, con la posizione geopolitica dell’Italia: “Mi vogliono attribuire atteggiamenti ambigui ma noi la collocazione euroatlantica non la discutiamo”.

Ancora nel merito: “Il mio governo le spese militari le ha implementate: questo ci dice che il M5s non è contrario a un incremento fisiologico delle spese per la difesa, ma qui parliamo di spese straordinarie. I nostri alleati sanno che le difficoltà dell’Italia non sono quelle degli Usa. Altra cosa è discutere su riallocazione e razionalizzazione delle risorse. Quindi discutiamo per razionalizzare, non per moltiplicare indiscriminatamente la spesa”, conclude sul punto Conte.

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Assenze in Parlamento quando c’era Zelensky, atteggiamenti ambigui sull’appoggio all’Ucraina, sospetti di filoputinismo strisciante, divisioni interne al Movimento 5 Stelle: Giuseppe Conte respinge ogni insinuazione, con fermezza.

Incalzato da Lucia Annunziata a ‘Mezz’Ora in Più’, ricorda: “All’indomani dell’invasione russa in Ucraina io mi precipitai da tutti i leader per garantire una reazione compatta e unitaria. Da allora questa compattezza c’è sempre stata con un pieno mandato al premier Draghi. Abbiamo anche fatto la scelta sofferta sull’aiuto militare all’Ucraina, è stato Fico a volere Zelensky in Parlamento. Perché rimestare su questi punti? Io non ero in Parlamento perché non ho un seggio. Ho sentito con grande attenzione il presidente ucraino da remoto e commentato subito ribadendo la nostra posizione di sostegno all’Ucraina. Perché mettere in dubbio che il M5s, fin dal primo minuto, ha avuto questa posizione?”.

Nessuna postura filoputiniana quindi per Conte e i suoi: “Durante il Conte 1- ricorda l’ex premier- andai in Parlamento quando Salvini si rifiutò di parlare del caso Metropole. Io sono sempre intervenuto in modo chiaro quando c’era da difendere la nostra collocazione filoatlantica. Anche Salvini del resto ha avuto una svolta su questo e anche per quanto riguarda le armi e io ho salutato volentieri questi cambiamenti”.

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