Gubitosa (M5s): "Non so se Di Maio al governo rappresenti ancora il Movimento o qualcun altro..."

Michele Gubitosa, vice presidente del Movimento 5 stelle: "Di Maio non ha la forza per fare una scissione ma uscirà con alcuni parlamentari"

Gubitosa (M5s): "Non so se Di Maio al governo rappresenti ancora il Movimento o qualcun altro..."
Michele Gubitosa del M5s
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18 Giugno 2022 - 18.54


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Dentro la movimento 5 stelle volano gli stracci. «Oggi Di Maio è un ministro della Repubblica perché è espressione della prima forza politica, non perché si chiama Luigi Di Maio, e mi domando quanto al governo rappresenti ancora il M5s, o se stia rappresentando solo sé stesso o qualcun altro».

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Lo dice Michele Gubitosa, vice presidente del Movimento 5 stelle. C’è il rischio scissione? «Non credo che lui abbia un consenso tale per cui si possa parlare di scissione. Più semplicemente uscirà dal Movimento con alcuni parlamentari perseguendo un interesse personalistico», osserva l’esponente 5 stelle, secondo cui «le parole del ministro Di Maio sono gravi. Il mio non è un attacco personale, ma un punto di vista politico. Di Maio non tiene conto del fatto che oggi il Movimento sia cambiato rispetto a quando lui era capo politico. Lui lo gestiva come capo politico unico; oggi invece abbiamo un consiglio nazionale e una struttura organizzata dove si decide la linea».

E ancora: «Nella sua arringa Di Maio si domanda perché il Partito democratico sale e il Movimento invece scende: forse perché i ministri del Pd lavorano sui temi del proprio partito, mentre il M5s ha un ministro in una carica determinante che da un po’ di tempo, e adesso ne abbiamo conferma, si è posto in rotta di collisione con le posizioni degli Organi politici e con la sensibilità dell’intera comunità del Movimento. Ormai sembra giocare una partita tutta sua, dove l’interesse del Movimento appare ormai lontano, e sembra quasi che ci sia la diabolica volontà di approfittare del risultato elettorale non soddisfacente per danneggiare il nuovo corso del Movimento, di cui evidentemente non si sente più parte. Io da vicepresidente M5s penso che tutti questi spunti di riflessione vadano affrontati in Consiglio nazionale. Sono molto preoccupato»

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