Il melograno, Letta e Schlein, come Ade e Persefone (speriamo vada meglio)

Il melograno è uno degli elementi naturali maggiormente coinvolti nella mitologia antica, greca, ma non solo. Sono tanti infatti gli dei che, nel bene e nel male, si sono ritrovati carnefici o vittime di un destino legato a questa pianta.

Il melograno, Letta e Schlein, come Ade e Persefone (speriamo vada meglio)
Persefone mangia il melograno donatole da Ade
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Claudia Sarritzu Modifica articolo

28 Febbraio 2023 - 14.08


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Un mito degli Antichi narra che la bella Persefone fu rapita da Ade, dio degli inferi, e da questi indotta a mangiare sei chicchi di melagrana e perciò condannata a ritornare ogni anno negli inferi e a restarci per un numero di mesi pari ai semi ingeriti.

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Ieri cambio della guardia al Nazareno fra Enrico Letta e la nuova segretaria Elly Schlein. Colpo di scena, il leader colto uscente del Pd, le regala un melograno simbolo di morte e rinascita. E fin qui tutto ok. Tutti d’accordo nel riconoscere che il partito sia in terapia intensiva e serva un impegno straordinario per salvargli la vita.

Ma chi ha studiato al Liceo Classico non può non aver pensato subito al significato bivalente e ambiguo di questo frutto e quindi di questo dono. Sarà che quando si parla di passaggi di consegna tra leader Pd e più in generare di dirigenti Dem, è difficile non pensare a gesti poco sinceri e genuini, giochi di potere mascherati da sorrisi e strette di mano. Ma l’iconografia di ieri ci ha fatto ricordare che il melograno è un dono che ne chiede indietro un altro. Un regalo che ha uno scopo ben preciso. Che tiene legato chi lo riceve a chi lo dona anche contro la sua volontà.

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Enrico Letta non è stato un campione di leadership, ma non è neppure un uomo malvagio e un personaggio politico ambiguo. Crediamo dunque che ci sia in questa consegna tutta la sua buona fede.

Però a noi giornalisti non poteva sfuggire quello che non è sfuggito a chiunque abbia seguito distrattamente le vicende del Partito in questi 16 anni. Ossia un continuo cannibalismo interno. Ha scritto bene ieri Michela Murgia quando ha raccontato una conversazione avvenuta con la nuova segretaria qualche settimana fa: “Non ho paura. Il peggio che può succedere è che perda”, diceva la Schlein. “Ti sbagli: il peggio è che tu vinca” rispondeva la scrttrice.

Enrico Letta ha sostenuto la mozione Bonaccini ma è stato lui stesso a spianare la strada per il ritorno nel Partito di una candidata al parlamento “indipendente” che non aveva la tessera e nessuna intenzione di farsela.

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Insomma siccome in questa realtà politica i tuoi peggiori nemici sono quasi sempre i tuoi migliori amici, il melograno è veramente un dono che fa sorridere con un pizzico di malizia.

Speriamo tutti che la nuova segretaria riesca a sopravvivere a chi l’ha sostenuta e con un melagrano immaginario la voglia controllare (ci riferiamo non a Letta, ma Franceschini, Bettini, Boccia e compagnia cantante), perché questo Paese ha bisogno urgentemente di una opposizione. E non di qualcuno che voglia che tutto cambi per restare uguale.

A Schlein possiamo dirle che in fondo le è andata bene. La volta della campanella è finita malissimo…

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Coraggio Segretaria!

(Ringrazio l’attrice Vanessa Podda per avermi ricordato questo riferimento culturale. Spesso nella fretta giornalistica non cogliamo spunti molto importanti per dare una lettura più approfondita dei fenomeni).

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