Elly Schlein alla direzione dem: "L'attacco a Rafah sarebbe un ecatombe, Israele va fermato"

Elly Schlein: “L’attacco a Rafah sarebbe un'ecatombe e l'Italia deve ora sostenere le iniziative avviate finalmente da Borrell. Nessuno ha dimenticato l'attacco barbaro del 7 ottobre ma quella brutalità non giustifica altra brutalità”. 

Elly Schlein alla direzione dem: "L'attacco a Rafah sarebbe un ecatombe, Israele va fermato"
Elly Schlein
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19 Febbraio 2024 - 12.00


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Elly Schlein ha parlato alla direzione del partito al Nazareno, tanti i temi sul tavolo delle discussioni da parte della segretaria dem a partire dalla situazione in Medio Oriente.

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“L’attacco a Rafah sarebbe un’ecatombe e l’Italia deve ora sostenere le iniziative avviate finalmente da Borrell. Nessuno ha dimenticato l’attacco barbaro del 7 ottobre ma quella brutalità non giustifica altra brutalità”. 

“Quello che stiamo vedendo è una punizione collettiva del popolo palestinese. Il popolo palestinese non è Hamas. Quella di Israele è una “reazione del tutto sproporzionata, la storia diplomatica di questo paese ci impone di agire”.

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Elly Schlein ha aperto i lavori della direzione con un minuto di silenzio per le vittime sui posti di lavoro, ultime quelle del crollo avvenuto a Firenze.

“Il cordoglio non basta, serve una spinta per portare risorse sulla sicurezza del lavoro, una cultura nuova che consideri ala sicurezza un investimento. Più volte nel corso di quest’anno mi sono rivolta al governo per far fare un passo avanti al Paese. Lo faccio anche oggi. Il Pd ha delle proposte e partono dall’idea di estendere le tutele del settore pubblico anche al settore privato”. 

“Questo governo ha portato il subappalto a cascata nel codice. Dobbiamo assicurare che chi lavora lo faccia in posti sicuri. La precarietà e il lavoro povero rendono il lavoro insicuro, deve esserci un divieto di ribasso nei subappalti. Servono contratti giusti, non contratti pirata”.

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Infine un affondo al governo Meloni sul caso di Ilaria Salis. “Lo abbiamo visto anche con il caso di Ilaria Salis con il Governo che, forse per imbarazzo data l’amicizia con Orban, non ha mosso un dito. Noi dobbiamo continuare a insistere perché Ilaria Salis torni in Italia a scontare i domiciliari, perché lo stato di diritto deve valere ovunque”

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