Sondaggi politici: Meloni in caduta mentre cresce tutto il fronte progressista

Lo scossone del referendum sulla giustizia, concluso con la vittoria del No, continua a produrre effetti non solo sul piano politico ma anche sugli equilibri elettorali.

Sondaggi politici: Meloni in caduta mentre cresce tutto il fronte progressista
Meloni e Nordio
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2 Aprile 2026 - 18.12


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Lo scossone del referendum sulla giustizia, concluso con la vittoria del No, continua a produrre effetti non solo sul piano politico ma anche sugli equilibri elettorali. Le dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè rappresentano il segnale più visibile della crisi, ma è nelle intenzioni di voto che si misura con maggiore precisione il contraccolpo per i partiti, in particolare per il centrodestra.

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Secondo l’ultimo sondaggio BiDiMedia, confrontato con i dati del 20 marzo, Fratelli d’Italia perde lo 0,6% e si attesta al 28,3%, confermandosi primo partito ma mostrando una flessione significativa dopo settimane di relativa stabilità. La Lega e Forza Italia non subiscono lo stesso impatto e restano rispettivamente al 6,5% e al 7,4%, mentre Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, cala dello 0,2% e si ferma al 3%. In controtendenza Noi Moderati, che cresce dello 0,2% arrivando allo 0,9%. Nel complesso, il centrodestra unito viene stimato al 46,1%, in calo dello 0,6% rispetto a dieci giorni prima: una flessione contenuta, ma politicamente significativa perché colpisce il partito guida della coalizione.

Sul fronte opposto, il campo largo mostra segnali di rafforzamento. Il Partito Democratico guadagna lo 0,1% e sale al 22,4%, confermandosi la prima forza della coalizione. Il Movimento 5 Stelle cresce dello 0,2% raggiungendo il 12,9%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra registra l’aumento più marcato tra gli alleati, con un +0,3% che porta il partito al 7,1%. Più Europa si attesta all’1,2% con un incremento dello 0,2%, mentre Casa Riformista – Italia Viva, guidata da Matteo Renzi, perde lo 0,1% e scende al 2,3%. Nel complesso, la coalizione cresce dello 0,7% e arriva al 45,9%, riducendo il distacco dal centrodestra a soli due decimali.

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Accanto ai due poli principali restano i partiti centristi che non hanno ancora scelto un posizionamento netto. Questo blocco vale complessivamente il 3,7%, con Azione al 2,6%, il Partito Liberaldemocratico allo 0,6% e Ora! allo 0,5%.

Il dato politico che emerge è chiaro: il referendum ha inciso sugli equilibri più di quanto non fosse accaduto nei mesi precedenti, indebolendo il centrodestra soprattutto nel suo partito principale e rafforzando, seppur di misura, il campo largo. La distanza tra le due coalizioni resta minima, ma la dinamica segnala un cambiamento in atto che potrebbe pesare sulle future strategie elettorali e sulla stabilità dell’attuale assetto politico.

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