Nei suoi tre anni di governo, soprattutto nell’ultimo, l’ineffabile presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha ripetuto più volte, nelle sue comunicazioni al Parlamento, in dichiarazioni ufficiali, in sede europea, che il riconoscimento dello Stato palestinese sarebbe stato “controproducente”.
CONTROPRODUCENTE. Da scrivere a caratteri cubitali. Domanda che la stampa mainstream non ha mai fatto né farà mai all’inquilina di Palazzo Chigi: controproducente per chi? Per i palestinesi che sono stati massacrati nel genocidio di Gaza? Per i palestinesi della Cisgiordania sottoposti a un regime di apartheid che quanto a soprusi, violenze sistematiche ai danni di 3 milioni di palestinesi, fa sembrare una carezza l’apartheid sudafricano combattuto da Nelson Mandela?
Controproducente sì, presidente Meloni. Per i coloni fascisti e per i ministri loro sostenitori e complici. Controproducente per la destra messianica che ha in testa sempre e solo un obiettivo “divino”: realizzare Eretz Israel, la Grande Israele che inglobi Giudea e Samaria (i nomi biblici della Cisgiordania), che si estenda in Libano fino al fiume Litani e che annetta ciò che resta in piedi della Striscia di Gaza.
Ebbene sì, presidente Meloni. Per i fanatici, criminali oltranzisti che governano la fu “unica democrazia nel Medio Oriente”, il riconoscimento di uno Stato palestinese sarebbe un intralcio, una provocazione, una dichiarazione di guerra.
Loro hanno altri propositi, li proclamano e li praticano. Senza freni. Globalist ne ha dato notizia, che statene certi non troverete sulla stampa mainstream: il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, e il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, hanno annunciato nuovi piani per l’espansione degli insediamenti nei Territori palestinesi occupati: tre nuovi avamposti nel nord della Striscia di Gaza e oltre 340 milioni di euro destinati alla costruzione e all’ampliamento delle colonie in Cisgiordania occupata. Intanto, il comandante militare israeliano responsabile della Cisgiordania ha definito gli avamposti dei coloni estremisti «partner per la sicurezza» dell’esercito.
Katz, che è bene ricordarlo fa parte del Likud, il partito di Netanyahu, ha dichiarato di voler creare tre avamposti di tipo Nahal nel nord di Gaza, comunità a carattere militare che in passato hanno spesso rappresentato il primo passo verso la realizzazione di insediamenti civili permanenti. Smotrich ha invece annunciato lo stanziamento di 1,3 miliardi di shekel (circa 340 milioni di euro) per decine di nuovi insediamenti in Cisgiordania. Secondo i media israeliani, il governo aveva approvato il finanziamento già il mese scorso, mantenendolo però riservato per evitare possibili reazioni negative da parte degli Stati Uniti.
Tutto questo nel più totale spregio del diritto internazionale. E con il proposito, più volte esplicitato, di rendere impossibile la soluzione a due Stati.
Presidente Meloni, ma non prova un po’ di vergogna nel ripetere quel “controproducente”?
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