Nel futuro sarà l'intelligenza artificiale a farci parlare con i nostri defunti

Il bot ricrea l’identità di una persona defunta attraverso dichiarazioni, articoli, pubblicazioni, foto, mail e post sui social network.

Un episodio di Black Mirror
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5 Marzo 2017 - 12.35


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Nel prossimo futuro sarà possibile parlare con i cari che ci hanno lasciato: sembra una puntata di Black Mirror, ma è ciò che stanno mettendo a punto i ricercatori del team di Hossein Rahnama dell’Università Ryerson di Toronto in collaborazione con il Media lab del MIT. Si sta lavorando alla creazione di una intelligenza artificiale che riuscirà a rispondere alle nostre domande impersonando l’individuo, che sia un parente o un personaggio storico, a cui vogliamo rivolgerci.

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«L’obiettivo è di ridurre la distanza tra vita e morte rendendo eterna l’identità di una persona» ha spiegato Rahnama. Saranno messi insieme tutti i dati lasciati da un individuo e poi il bot lavorerà per riportarlo in vita. Questa idea è molto simile a ciò che pronosticò Ray Kurzweil: secondo l’informatico e inventore americano entro il 2045 saremo in grado di caricare la mappatura del cervello su un computer, avvicinando così l’idea di immortalità.

Rahnama ha affermato che ci potrebbero volere tre i 15 e i 25 anni per rendere questa “eternità aumentata” una realtà. Per ricreare un’identità tramite un bot bisognerà usare dichiarazioni, articoli, pubblicazioni, foto, email e post sui social della persona. Sarà più facile invece riportare in vita i personaggi storici, sfruttando tutto ciò che di loro è stato archiviato in digitale per rendere il bot più accurato possibile.

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Ma non finisce qui: questi bot, hanno spiegato i ricercatori, saranno anche realizzati in modo da apprendere continuamente nuove informazioni. In modo tale da rendere viva la persona anche nel corso degli anni.

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