L'esperta Maria Capobianchi: "Potrebbe essere l’ultima ondata, poi lentamente l’infezione si spegnerà"

L’ex direttrice del laboratorio dell’Istituto Spallanzani: "La pandemia finirà e usciremo dallo stato d'emergenza. La circolazione del virus continuerà a livelli molto inferiori, a meno che, però, una nuova variante non riesca a sparigliare le carte"

L'esperta Maria Capobianchi: "Potrebbe essere l’ultima ondata, poi lentamente l’infezione si spegnerà"
Maria Capobianchi
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25 Gennaio 2022 - 12.16


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È quasi certa dell’epilogo della pandemia Maria Capobianchi, una delle maggiori conoscitrici al mondo del Sars-CoV-2: “La pandemia finirà e usciremo dallo stato d’emergenza. La circolazione del virus continuerà a livelli molto inferiori, a meno che, però, una nuova variante non riesca a sparigliare le carte”.

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La professoressa ha infatti isolato il virus con la sua squadra di giovani colleghe il 31 gennaio del 2020 nel laboratorio dell’istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. Ed è stata fra le prime in Europa. Ora, in un’intervista al Corriere della Sera, Capobianchi si dice ottomista sulla fine dello stato d’emergenza, ma è altrettanto conscia dell’imprevedibilità del virus.

La professoressa è d’accordo con il capo europeo dell’Oms, Hans Kluge, che ha annunciato che la pandemia è agli sgoccioli almeno nella regione del mondo di cui l’Italia fa parte. Si legge sul Corriere:
“Kluge ha affermato che la pandemia finirà. Ma la circolazione del virus continuerà a livelli molto inferiori. Dopo aver raggiunto i 4 milioni di contagiati al giorno, ora l’impennata dei casi sembra meno impetuosa. Si spera sia l’ultima ondata, poi lentamente l’infezione si spegnerà”.

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Potrebbe succedere cioé ciò che è accaduto con coronavirus dell’uomo precedenti nella storia. “Di fronte a virus nuovi è plausibile che la specie umana sia stata tutta contagiata fino a sviluppare una protezione immunitaria. Oggi abbiamo potuto accelerare questo processo con i vaccini. Stiamo andando verso una fase endemica” spiega la dottoressa. Questo però a meno che non si formi una nuova variante.

“[…] Ne abbiamo già viste arrivare cinque che sono diventate protagoniste in virtù di una sempre maggiore facilità a trasmettersi. Ogni giorno abbiamo ancora milioni di casi nel mondo, stiamo dando altre opportunità di mutazione al nostro nuovo ospite”.

Capobianchi è comunque speranzosa che con la primavera si arrivi ad un abbassamento della curva dei contagi. “Prepariamoci ad un altro mesetto di contagi a frequenza elevata. La curva dei nuovi casi sta ancora salendo ma con un’inclinazione sempre più dolce” commenta. Sul finale dell’intervista la dottoressa ripercorre il momento in cui, con le sue colleghe è riuscita a isolare il virus e dice che all’inizio, nessuno pensava che anche in Italia potesse nascere una pandemia. Si legge sul Corriere:

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“Pensavamo che, col tracciamento, saremmo stati in grado di evitare l’innesco della pandemia. Nel frattempo però altri ceppi, diversi da quello originario di Wuhan, erano sbarcati nel Nord Italia e cominciavano a diffondersi”.

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