I dipinti di Antonello trafugati al MuMe, un profondo colpo alla storia dell'arte e all'identità di una città

Mentre la città di Messina era impegnata nella sentita processione della Vara, si consumava il furto di quattro fondamentali opere del patrimonio storico artistico mondiale e non solo.

I dipinti di Antonello trafugati al MuMe, un profondo colpo alla storia dell'arte e all'identità di una città
@fonte Museo Reginale Maria Acascina Messina
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16 Agosto 2026 - 13.33 Culture


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di Caterina Abate

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Nella tarda serata di ieri 15 agosto 2026 si verificava un crimine al Museo d’Arte Interdisciplinare di Messina. Intorno alle 21,50, eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza, dei ladri sono riusciti ad introdursi all’interno del museo e a sottrarre tre delle cinque tavole superstiti del polittico di San Gregorio di Antonello da Messina. Oltre queste, è stata trafugata anche la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna con Bambino sul recto e il Cristo in pietà sul verso, che era conservata all’interno di una teca blindata. Le opere hanno un immenso valore dal punto di vista storico artistico rappresentando un momento fondamentale del Rinascimento italiano tradotto da Antonello cogliendo la lezione del realismo fiammingo. Ad essere mutilata è anche l’identità culturale della città di Messina, poiché il polittico di San Gregorio dalla sua creazione era sempre rimasto nel luogo per cui era stato realizzato, il convento omonimo, fino al terremoto del 1908 che colpì violentemente la città dello Stretto.

“Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte” questa la dichiarazione di Marica Mercurio, direttrice del museo regionale di Messina. L’orario in cui si è verificato il furto coincide con quello in cui la città di Messina era impegnata nella tradizionale Processione della Vara, momento quest’anno particolarmente sentito poiché dedicato al ricordo delle vittime del crollo di Pistunina, verificatosi il 30 luglio scorso.

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La dinamica del furto è al momento al vaglio degli inquirenti, ma la capacità di elusione dei sistemi di allarme e la scelta del momento in cui dare luogo all’azione fanno pensare ad un’operazione organizzata nei minimi dettagli. 

Il Polittico di San Gregorio, detto anche del Rosario, venne realizzato da Antonello su commissione di Fabria Cirino, badessa del convento di Santa Maria extra moenia detto anche di San Gregorio nel 1473, come riportato sul cartiglio in basso a sinistra, ai piedi della Madonna in trono con bambino e angeli reggicorona. In origine il polittico era unito da una cornice tardogotica, rimossa probabilmente intorno al XVI secolo. La perdita della carpenteria e il conseguente smembramento del polittico, causò con ogni probabilità già nel Cinquecento lo smarrimento della tavola centrale, raffigurante forse il Cristo morto. Le restanti tavole, nel 1842 quando la disciplina del restauro non era ancora ben codificata, subirono operazioni di pesante pulitura con sostanze abrasive che causarono la perdita della superficie pittorica su ampie porzioni del manto della Madonna e di San Gregorio.

Nel 1912 Luigi Cavenaghi restaurò le tavole del polittico, vittime a questo punto della storia anche del terremoto del 1908, a seguito del quale rimasero sotto le macerie del convento che le aveva custodite sino ad allora e delle intemperie. Sulla base di antiche fotografie, Cavenaghi ricostruì le parti mancanti attraverso un’operazione di restauro integrativo, secondo l’uso del tempo.

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La tavola bifronte destinata alla devozione privata, raffigurante sul recto dietro una balaustra la Madonna in piedi con in braccio Gesù Bambino che benedice un monaco e sul verso un Cristo in Pietà all’interno di una finta cornice polilobata marmorea sul recto, ha una storia collezionista più complessa. Attribuita ad Antonello nel 2003, venne acquistata dalla Regione Sicilia ad un asta Christie’s su spinta di Vittorio Sgarbi. Prima dell’acquisto a seguito del passaggio in asta, la tavola era parte della collezione di Wilhelm Soldan dal 1930. I confronti stilistici con altri dipinti di Antonello da Messina da parte degli storici dell’arte, pongono l’opera trafugata ieri al MuDe in un range di produzione tra il 1465 e il 1474. 

Al momento l’obiettivo prioritario delle forze dell’ordine impegnate nelle indagini è individuare i responsabili e recuperare le opere prima che queste possano essere trasferite altrove. 

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