Il progetto di Bob Miller "The Last Generation" allo Yeast Photo Festival

Progetto fotografico ispirato ad un episodio importante e doloroso per Miller: la perdita dei propri nonni

Il progetto di Bob Miller "The Last Generation" allo Yeast Photo Festival
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5 Settembre 2026 - 18.56 Culture


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“The Last Generation”, il progetto fotografico e documentario di Bob Miller, arriva alla quinta edizione di Yeast Photo Festival, curata da Edda Fahrenhorst con Veronica Nicolardi e Flavio & Frank Sabato in programma a Galatina dall’11 settembre al 8 novembre.

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Rientra tra i progetti in mostra all’interno di “A Matter of Taste”, trova tra le protagoniste Zoey Allen, capace di domare un cavallo, cavalcare senza sella e leggere gli animali con un istinto che suo nonno considera un dono di Dio. Potrebbe essere l’erede naturale della fattoria di famiglia, nel Kentucky centro-settentrionale. Ma quando arriverà il suo momento, quella fattoria potrebbe non esistere più.

Il lavoro di Miller nasce da un fenomeno che attraversa l’intero paesaggio rurale statunitense: quello che gli economisti chiamano “hollowing out”, lo svuotamento dell’agricoltura di media scala. Secondo un’inchiesta del NewYorker, l’anno scorso i fallimenti delle aziende agricole americane sono aumentati di quasi il cinquanta per cento. A peggiorare il quadro sono intervenuti anche i dazi imposti dal presidente Donald Trump, che hanno fatto salire il costo di fertilizzanti, acciaio e alluminio, materiali essenziali per le attrezzature agricole.

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A raccontarlo è Jackie Allen Jr., agricoltore di terza generazione a Bardstown, in Kentucky, che ha ormai accettato di essere l’ultimo membro dell’attività di famiglia: i suoi discendenti infatti, o non vi intravedono un futuro, oppure non sono nelle condizioni di subentrare.

Allen, sessantasette anni, giudica assurdo il modo in cui si comporta l’America: un intero mondo di agricoltori ha bisogno di aiuto, ma i miliardi di dollari finiscono ai Paesi stranieri in difficoltà, mentre la maggior parte delle piccole aziende agricole a conduzione familiare è ormai quasi scomparsa.

“The Last Generation” è un racconto di formazione al contrario: non la scoperta di un futuro possibile, ma la scelta, per un’intera generazione di giovani figli di agricoltori, tra adattarsi e abbandonare un’eredità che si misura in ettari, gesti e stagioni. Miller, fotografo e documentarista americano, ha lavorato in oltre una dozzina di Paesi su temi sociali contemporanei.

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Questo progetto nasce però da una ferita personale, la scomparsa dei suoi nonni, che lo ha riportato nel proprio Stato d’origine a osservare da vicino la fine di un modo di abitare la terra. Da anni segue e fotografa la famiglia Allen: il nonno Jackie, che a quarantun anni sopravvisse a un ramo caduto mentre tagliava legname, con conseguenze importanti (spaccandogli il casco e lesionandogli la colonna vertebrale), e Zoey, la nipote quindicenne che dei cavalli conosce ogni intuizione.

In una delle fotografie del progetto, Jackie e Zoey tornano fradici da una battuta di pesca a mano nel fiume Beech Fork, lei stretta al suo braccio, lui con lo sguardo fisso davanti a sé. È una tradizione di famiglia, tramandata per mettere cibo in tavola quando il raccolto non basta. Un’istantanea di vita quotidiana che diventa l’immagine stessa della tenuta di un’intera economia rurale. Un’epica rurale che richiama le pagine di ”Furore”, di John Steinbeck.

Ma se i Joad venivano cacciati dalla loro terra e costretti a fuggire, per Jackie Allen non c’è alcun ovest verso cui scappare. Non è mai andato via da nessuna parte: la sua frontiera è la terra stessa. È rimasto, con la schiena rotta e i conti che non tornano, a lavorarla sapendo di non poterla tramandare. Non ci sono abbastanza soldi perché la generazione più giovane faccia quello che fa lui: chici ha provato è fallito.

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Jackie è l’ultimo degli agricoltori: dal 1948 sono scomparse quattro milioni di famiglie contadine americane. Eppure Zoey continua a cavalcare, per inventarsi un mestiere che suo nonno non ha mai fatto: addestrare cavalli per l’élite agricola del Kentucky. È in questa ostinata restanza che oggi si misura la fine di un’America contadina, e insieme il suo tentativo, ancora incerto, di continuare a esistere sotto un’altra forma.

Il fotografo americano interverrà al talk dell’opening del festival “A Matter of Survival – Cibo, Territori, Memoria e Futuro”, il 12 settembre, in piazza Galluccio a Galatina alle 19.

Yeast Photo Festival, promosso e organizzato dalle associazioni BESAFE e On The Move dal 2022, è un festival internazionale di fotografia contemporanea con sede nel Salento che, attraverso il tema del cibo, affronta le grandi questioni della contemporaneità: crisi climatica, guerre, disuguaglianze, migrazioni, squilibri economici.

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