Zangrillo: "Raiola gravissimo, ma non è morto"

L'agente di grandi campioni del calcio sta lottando tra la vita e la morte. Alberto Zangrillo, primario dell'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele, parla di condizioni gravissime

Mino Raiola
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28 Aprile 2022 - 14.44


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“Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo“. Quete le parole di Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele commenta le voci sullo stato di salute del procuratore Mino Raiola ricoverato all’ospedale San Raffaele dove a gennaio scorso era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per problemi polmonari. A quanto si è appreso, le condizioni di Raiola sono molto gravi.

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Mino Raiola è uno dei procuratori di calcio più famosi al mondo: tra i campioni gestiti Ibrahimovic e Donnarumma. A gennaio era stato operato d’urgenza. Nato a Nocera Inferiore il 4 novembre del 1967, si è affermato come procuratore in Olanda, dove aveva cominciato a occuparsi della gestione di alcuni calciatori ed era riuscito a farsi un nome anche in Italia grazie alla sua intermediazione nei trasferimenti di Michel Kreek, Marciano Vink e Pavel Nedvěd.

Moltissime le operazioni milionarie di cui è protagonista a partire dal passaggio di Ibrahimovic dall’Inter al Barcellona nel 2009 per arrivare a quello di Mario Balotelli al Manchester City, di Paul Pogba prima alla Juventus e poi al Manchester United per arrivare fino al passaggio di Haaland dal Salisburgo al Borussia Dortmund e di de Ligt dall’Ajax alla Juventus.

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Nel 2020 Forbes lo inserisce al quarto posto al mondo tra i procuratori con un fatturato da 84,7 milioni di dollari avendo chiuso affari per 847,7 milioni di dollari.

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