Giro d’Italia, Vingegaard rompe gli indugi: ora la Corsa Rosa entra nel vivo. Eulalio resta in maglia Rosa

Dopo le prime tappe in ombra il danese ha trionfato sulla Maiella dopo un testa a testa mozzafiato con il marchigiano. Il portoghese, invece, ha mantenuto il primato in classifica generale non senza affanni.

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16 Maggio 2026 - 16.17 Culture


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di Gabriele Bisconti

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La prima settimana è andata in archivio. Il Giro sta per entrare nel vivo. Quando siamo giunti alla settima tappa di questa centonovesima edizione della Corsa Rosa possiamo tracciare un bilancio di quanto accaduto nelle strade bulgare e italiane, che sono state sempre colme di spettatori entusiasti di poter ammirare le gesta dei campioni sulle due ruote.

Nelle prime tre frazioni disputate oltre confine a far la voce grossa sono stati i velocisti, che hanno dato vita a volate senza esclusioni di colpi per aggiudicarsi l’agognata vittoria di tappa. Fra i grandi “delusi” c’è stato sicuramente Jonathan Milan, con il corridore friulano che si è sempre trovato “imbottigliato” in mezzo al gruppo, non riuscendo mai a trovare lo “sprint” decisivo.

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Dopo aver beneficiato del primo dei tre giorni di riposo la carovana si è trasferita sul territorio italiano, e nella quarta tappa non sono mancate le soprese. Entrando nei dettagli, in seguito ad una fuga a “5” partita quando mancavano ancora 140 km al traguardo il gruppo dei migliori ha raggiunto i fuggitivi, che si sono poi immediatamente “staccati” dopo il grande dispendio di energie. Contro ogni previsione nessuno dei “big” ha provato a scattare in solitaria, con la frazione che si è rivelata piuttosto “piatta”. L’unica nota positiva è stata la sesta posizione di Giulio Ciccone, che ha conquistato il primato in classifica generale.

Tuttavia, nella quinta frazione la maglia Rosa ha cambiato “padrone”, con il portoghese Eulalio che, grazie all’abbuono connesso al secondo posto finale, ha “scalzato” l’azzurro dalla vetta della graduatoria diventando il nuovo leader della corsa. Nella giornata di giovedì, 14 maggio, è finalmente arrivata la prima vittoria italiana, al termine di una tappa piuttosto movimentata.

I corridori, partiti dalla suggestiva Paestum, si sono dati battaglia fin dalle prime fasi del percorso, con Vergallito e Planckaert che sono andati in fuga. I due sono stati però raggiunti a metà tappa da Marcellusi, Bavis e Tarozzi, mentre il gruppo dei “big” ha proceduto a ritmo compassato.

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Quando mancavano circa 50 km all’arrivo la Visma-Lease a Bike ha deciso di “accelerare”, riuscendo a “riacciuffare” i fuggitivi prima di arrivare nell’ultimo scorcio di tappa. Da lì in poi la situazione è stata “tranquilla” fino all’ultima curva prima del traguardo di Napoli, quando una caduta ha “spezzato” il gruppo. Ad approfittare dell’imprevisto sono stati Ballerini e Stuyven, con l’italiano dell’Astana che alla fine è riuscito a prevalere sull’esperto belga.

Infine, ieri, nella tappa più lunga di questa edizione della Corsa Rosa, è arrivato il tanto atteso acuto di Jonas Vingegaard, che ha trionfato sugli Appennini abruzzesi della Maiella lasciando le briciole (o quasi) ai suoi diretti avversari. Riavvolgendo il nastro, dopo una prima metà abbondante di percorso senza grandi emozioni, la frazione si è animata dopo circa 140 km, con la salita non categorizzata di Rionero Sannitico e il Gran Premio della Montagna di seconda categoria di Roccaraso che hanno “scremato” il gruppo maglia Rosa.

Tuttavia, è stato nel tratto verso il temuto Blockhaus (oltre il 10% di pendenza) che hanno iniziato a scaldare i motori i “big”, seguiti a ruota dai loro gregari. Arrivati a 5 km dal traguardo Vingegaard è scattato in solitaria, con Pellizzari che ha risposto immediatamente all’attacco del fuoriclasse danese. Dopo aver proceduto a “braccetto” per due chilometri i due fuggitivi hanno fatto il “vuoto” dietro di loro, ma alla fine il capitano del team Visma-Lease a Bike ha allungato sul 22enne marchigiano, che non ha avuto la forza di reagire ed è arrivato sul traguardo con un ritardo di 1’05”.

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La maglia Rosa è rimasta sulle spalle di Eulalio, nonostante sia transitato sulla linea d’arrivo con un ritardo di 2’55” dal vincitore. E’ da segnalare anche l’exploit di Gall (secondo posto finale a 13” da Vingegaard) e quello di Hindley (terzo a 1′ 02” dal danese). Per quanto riguarda la classifica generale Vingegaard è secondo a 3’17” dal portoghese, Pellizzari è quinto a  4’28” di distacco dal leader, mentre Ciccone è in ottava piazza.

Insomma, Vingegaard ha trovato la “quadra” e adesso punta dritto verso il primato in classifica generale, ma dovrà guardarsi bene da Pellizzari, che se riuscirà a gestire le forze fino alla terza settimana di corsa potrebbe regalare una un’inaspettata gioia a tutti i tifosi italiani.

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