“Il mondo ha bisogno dell’Europa”: l’appello dei vescovi per una nuova responsabilità collettiva

L'appello è firmato dal cardinale Matteo Maria Zuppi per l’Italia, dal cardinale Jean-Marc Aveline per la Francia, da mons. Georg Bätzing per la Germania e da mons. Tadeusz Wojda per la Polonia

“Il mondo ha bisogno dell’Europa”: l’appello dei vescovi per una nuova responsabilità collettiva
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13 Febbraio 2026 - 17.37


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In un momento storico segnato da conflitti, tensioni internazionali e crescenti divisioni sociali, i presidenti delle conferenze episcopali di Italia, Francia, Germania e Polonia hanno pubblicato un documento congiunto dal titolo “Cristiani per l’Europa. La forza della speranza”, con un messaggio chiaro e urgente: “Il mondo ha bisogno dell’Europa”.

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Firmato dal cardinale Matteo Maria Zuppi per l’Italia, dal cardinale Jean-Marc Aveline per la Francia, da mons. Georg Bätzing per la Germania e da mons. Tadeusz Wojda per la Polonia, il testo richiama i cristiani — ma non solo — a impegnarsi per un’Europa che non si limiti a sopravvivere, ma che riscopra la sua anima umanista e solidale.

«Viviamo in un mondo lacerato e polarizzato da guerre e violenza. Molti nostri concittadini sono angosciati e disorientati. L’ordine internazionale è minacciato», scrivono i vescovi, esortando l’Europa a offrire “il suo indispensabile apporto al bene comune”.

Una delle sezioni più incisive dell’appello è la lettura storica del progetto europeo. I vescovi ricordano come, dopo le civiltà ellenistica e romana, il cristianesimo abbia contribuito a creare un’Europa “umanista, solidale e aperta al mondo”. E proprio contro i nazionalismi che in passato hanno alimentato guerre e divisioni, il continente ha scelto — nell’immediato dopoguerra — un cammino di cooperazione.

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«L’Europa unita non è nata contro le patrie, ma contro i nazionalismi che le hanno distrutte», ricordano i firmatari, citando figure come Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, padri fondatori dell’integrazione europea.

In una parte che tocca il cuore delle paure contemporanee, i vescovi mettono in guardia contro una visione riduttiva del continente «L’Europa non può essere ridotta a un mercato economico e finanziario», avvertono, ammonendo che un simile equivoco tradirebbe lo spirito originario dell’integrazione e la sua vocazione al bene comune.

L’appello affronta anche le tensioni attuali in politica internazionale, sottolineando che la costruzione di alleanze basate su una solidarietà autentica tra i popoli è fondamentale per affrontare le sfide globali, dalla pace alla sostenibilità.

«Nonostante i numerosi movimenti euroscettici in diversi Paesi del Continente, gli europei si sono riavvicinati gli uni agli altri, soprattutto dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Un quadro internazionale sta morendo e uno nuovo deve ancora nascere».

Nel documento viene infine richiamata la dimensione spirituale dell’impegno europeo: i credenti, ma anche tutti coloro che si riconoscono nei valori di libertà, dignità umana e solidarietà, sono invitati a essere testimoni di speranza e protagonisti attivi della vita pubblica.

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È un testo che parla all’Europa nel suo momento di fragilità, ma anche nella sua possibilità: quella di tornare a essere spazio di pace, cooperazione e responsabilità condivisa.

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