Tramonta (per ora) il sogno dei “Caraibi d’Oriente”. Lorusso (Ticketcrociere): “Le compagnie hanno spostato le navi altrove, ci vorrà tempo per riaprire le rotte”

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Tramonta (per ora) il sogno dei “Caraibi d’Oriente”. Lorusso (Ticketcrociere): “Le compagnie hanno spostato le navi altrove, ci vorrà tempo per riaprire le rotte”
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3 Aprile 2026 - 16.08


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Il progetto di trasformare il Medio Oriente in un’alternativa invernale ai Caraibi per i crocieristi italiani ed europei sta attraversando una fase di profonda incertezza. Sebbene l’instabilità geopolitica dell’area abbia recentemente accelerato il disimpegno delle compagnie crocieristiche come MSC Crociere e Costa Crociere, i dati rivelano che un rallentamento nell’interesse dei passeggeri italiani era già rilevabile prima delle recenti escalation. Come riportato da Il Sole 24 Ore, l’analisi dei flussi – basata sulle serie storiche di Ticketcrociere e supportata a livello globale dalle rilevazioni della CLIA – delinea già dal 2024 un cambio di rotta per un mercato che, solo una manciata d’anni fa, appariva come la nuova frontiera del turismo.

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La parabola dei numeri: dal boom alla riduzione delle prenotazioni

Il momento d’oro delle crociere in Medio Oriente è stato il 2023, anno in cui – secondo i dati di Ticketcrociere – la destinazione ha superato i Caraibi nelle preferenze degli italiani (1.100 passeggeri contro 964). L’entusiasmo era alimentato dalla novità di itinerari come l’Arabia Saudita, aperta al turismo nel 2019 e solcata per la prima volta da MSC Bellissima nel 2021.

Tuttavia, già nel 2024 si è assistito a un sostanziale pareggio di prenotazioni con l’area caraibica, per poi arrivare a uno “switch” nel 2025, con soli 576 passeggeri italiani che, dopo aver prenotato sul sito di Ticketcrociere, si sono imbarcati su navi operative in Medio Oriente, contro gli oltre mille passeggeri che hanno scelto i Caraibi. I primi due mesi del 2026 hanno confermato il trend: la Penisola Arabica ha movimentato appena 65 passeggeri italiani, a fronte dei 298 che hanno scelto le rotte d’oltreoceano.

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Sicurezza batte convenienza

Uno degli aspetti più interessanti di questa dinamica ha a che fare con la parziale inefficacia delle politiche tariffarie delle compagnie: nonostante un risparmio medio prospettato di 200-300 euro a settimana a persona rispetto agli itinerari caraibici, il timore per l’instabilità dell’area del Middle East ha comunque spinto i passeggeri italiani a guardare più verso la Florida che verso l’Arabia Saudita. Questa situazione non è destinata a cambiare nel breve termine. Come evidenziato da Matteo Lorusso, direttore generale di Ticketcrociere, la priorità assoluta delle compagnie resta la sicurezza dei passeggeri: una volta deciso il riposizionamento della flotta su rotte alternative, è improbabile un ritorno ai programmi originari prima di un biennio.

Le strategie dei player

La reazione delle compagnie di navigazione è stata netta:

MSC Crociere ha dovuto gestire il coinvolgimento indiretto di navi come MSC Euribia, offrendo rimborsi totali o crediti per future prenotazioni ai clienti coinvolti dalle cancellazioni. La compagnia italo-svizzera capitanata dall’armatore sorrentino Gianluigi Aponte ha già provveduto alla ricollocazione della nave su destinazioni come Mediterraneo e Fiordi norvegesi. Anche MSC World Europa, una delle punte di diamante della compagnia in Medio Oriente, è stata ricollocata sulle Antille francesi, nei Caraibi.

Costa Crociere ha già ridisegnato l’offerta per l’inverno 2026-27, cancellando le rotte in Medio Oriente ed Emirati per puntare su destinazioni come le Canarie e Madeira.

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Aroya Cruises, la compagnia di bandiera saudita, ha annullato la stagione invernale nel Golfo Persico. Non risulta ancora chiaro come saranno impiegate le navi della flotta, visto che il conflitto pare allargarsi.

Attualmente, solo la Turchia sembra resistere come destinazione sicura nell’area. Per un pieno ritorno dell’Arabia Saudita e del Mar Rosso nei cataloghi crocieristici globali, le previsioni degli esperti slittano ora al biennio 2027-2028.

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