L'Isis controlla alcune radio in Libia: sottomettetevi

I miliaziani avrebbero trasmesso da quelle emittenti i discorsi del suo autoproclamato emiro e del suo portavoce.

L'Isis controlla alcune radio in Libia: sottomettetevi
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13 Febbraio 2015 - 12.39


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L’organizzazione dello Stato islamico (Is) ha preso il controllo la notte scorsa di alcune radio locali nella città libica di Sirte, 450 chilometri a ovest di Tripoli. È quanto affermano gli attivisti e i siti di notizie locali, secondo cui l’Is avrebbe trasmesso da quelle emittenti i discorsi del suo autoproclamato emiro, Abu Bakr al-Baghdadi, e quelli del suo portavoce, Abu Muhammad al-Adnani.

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“Radio Sirte, radio Macmadas e Al-Turathiya hanno diffuso un discorso di Baghdadi nel quale ordina alla popolazione di Sirte di sottomettersi”, hanno riferito i media locali. Secondo alcuni attivisti, questo discorso è estratto dal ‘sermone’ con cui Baghdadi annunciava la nascita del califfato alcuni mesi fa, e non è stato scritto specificatamente per la popolazione di Sirte.

Gli attivisti riferiscono inoltre sui social network che alcune radio locali hanno trasmesso il Corano salmodiato e inni allo Stato islamico. In precedenza, l’Is aveva chiuso l’Ufficio passaporti di Sirte impadronendosi dei timbri e delle apparecchiature, intimando ai dipendenti di “pentirsi” per non essere accusati di apostasia.

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Due giorni fa, l’ex premier libico Ali Zeidan, che vive in Europa da quando, lo scorso anno, il suo governo è stato sfiduciato dal parlamento, ha affermato che la presenza dell’Is va rafforzandosi in tutta la Libia e in particolare lungo la costa del Mediterraneo. In un’intervista al Times, l’ex premier ha affermato che la fascia costiera del paese africano entro “un mese o due mesi” potrebbe essere completamente in mano ai jihadisti.

“Stanno crescendo – diceva Zeidan, riferendosi ai militanti dell’Is – Sono dappertutto”. La loro presenza, secondo l’ex premier, si rafforza in alcune delle città principali della Libia, dove reclutano combattenti di gruppi islamici rivali.

Zeidan si è quindi detto “preoccupato” che l’Is sia vicino ad attestarsi lungo le coste del Mediterraneo. “Se lasciamo così la situazione per un mese o due mesi ancora – ha concluso – non credo che possiamo più controllarla. Ci sarà una grande guerra nel paese e arriverà anche in Europa”.

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